Argomenti dell'articolo
I pugliesi? Un popolo di secchioni. Questo il commento a bruciapelo che si potrebbe fare a leggere i dati diffusi ieri dal ministero dell’Istruzione. Tra i diplomati con lode, infatti, quasi il 3% vive in Puglia. Sono ben 934 i diplomati con lode in Puglia, il 2,6% del totale a fronte di una media nazionale dell’1,1%. Un record. Più in generale il Sud sembra essere più preparato rispetto ai colleghi del Nord. Campania e Sicilia, ad esempio, hanno registrato rispettivamente 713 e 500 diplomati con il massimo dei voti. Eppure le classifiche Ocse parlano di quindicenni del Sud che faticano nelle competenze in matematica e italiano.
Meno bocciati ma ancora tanti rimandati
Più in generale il report ministeriale sull’anno scolastico 2015- 2016 evidenzia un miglioramento degli studenti italiani, con meno bocciati, tanti e rimandanti a settembre. Dal 9% di non promossi del 2015 al 7,7% di quest’anno. A quanto emerge, è il primo anno quello che fa maggiore selezione: sono il 12,3% (13,7% lo scorso anno). La percentuale di non promossi sale al 12,4% negli Istituti professionali, mentre scende negli Istituti tecnici con l’9,8% e i Licei con il 4,3%, percentuali comunque tutte in calo rispetto al 2015.
Scendono dal 25% del 2015 al 23,2% di quest’anno i rimandati ma, sono ancora tanti.
Puglia al secondo posto per numero di promossi
La regione con più promossi è l’Umbria con il 75,7%. A seguire Puglia (75,6%), Molise (74,8%), Calabria (74,5%). Mentre è la Sardegna a registrare la più elevata percentuale di bocciature (11,9%), seguono Campania (9,3%) e Sicilia (8,5%).
Geni, aiutino o metri di giudizio diversi?
Sull’argomento non sono mancate le polemiche. Dieci anni fa fu introdotto un premio in denaro per i maturati con lode: un assegno ministeriale di mille euro, ridotto poi a circa 600. Qualcuno sostiene che al Sud si tenda ad aiutare gli studenti a raggiungere questo premio. Altri giustificano la cosa con un diverso metro di giudizio da parte delle commissioni del Sud, più generosi dei colleghi del Nord.
Alla fine resta il dubbio se, effettivamente c’è una maggiore concentrazione di studenti più preparati e/o capaci o se i “maligni” hanno ragione.
Comunque sia, per i maturati, con lode o senza, da ora inizia la prova più dura: quella fuori dalla scuola.











