“Sono contenta che la Stalingrado d’Italia abbia avuto la libera uscita“. Ha esordito così Giorgia Meloni stasera a Bari sul palco del comizio di Fratelli d’Italia ammirando la folla presente in strada per ascoltare il suo intervento. Ha iniziato quindi con una frecciatina a Michele Emiliano e alle sue dichiarazioni recenti. Ma non è l’unica stilettata alla sinistra pugliese citando, tra le altre cose, anche i contratti di assunzione Arpal firmati in campagna elettorale alle scorse regionali.
Idee chiare per il futuro dell’Italia
“Non sono venuta a raccontare che andrà tutto bene. Voglio raccontare la verità non siamo messi bene. Ma proprio – ha dichiarato la Meloni – per questo non ci possiamo permettere di non avere strategia sviluppo industriale, risorse per gli amici degli amici”.
Nell’ora di comizio snocciola i vari punti del programma prefigurando un cambiamento totale rispetto ai governi recenti. Passa così ad affrontare i vari temi dal lavoro alla strategia industriale, dall’immigrazione al marchio made in Italy, dalla famiglia alla sicurezza, dedicando ampio spazio alla politica energetica nazionale. Per la candidata Presidente bisogna fare alcune cose precise. “Pari dignità fra stato e cittadini, certezza pena, la burocrazia al servizio dei cittadini, un ‘sistema di tassazione decente’. Cose facili”.
È una Meloni con le idee chiare e decise quella che parla dal palco di via Sparano. Serve una strategia industriale e il Sud può dire la propria, anzi per la leader di FdI, può diventare un “Hub energetico” per l’intera Europa sfruttando le risorse naturali: il gas nell’Adriatico, e le fonti rinnovabili come sole e vento. Ma prima ancora serve il disaccoppiamento del costo del gas dal costo energia che sta consentendo ai grandi player di speculare.
Punta sul merito FdI e la leader romana lo rimarca più volte: “Costruiremo un’Italia e una Puglia dove vai avanti in base a quanto vali. Non ci interessa la tessera di partito. Le istruzioni non appartengono ai partiti“. E qui altra frecciatina alla sinistra: “considerano le istituzioni roba loro“. Come sulla cultura “La loro non è egemonia culturale ma egemonia di potere. Se la sinistra perde il potere non sanno come andare avanti“.
E anche quando parla di lavoro, e smonta il Reddito di cittadinanza, afferma: “Il lavoro è la cosa più dignitosa che la politica ti possa dare. Voglio l’Italia del merito. Uguaglianza nel punto di partenza, il merito nel punto d’arrivo“.
Il marchio made in Italy è il primo al mondo per riconoscibilità dice la Meloni e “mentre tutti volevano comprare i marchi italiani, noi svendevamo le aziende”.
Non poteva mancare un passaggio sulla famiglia che considera il più grande ammortizzatore sociale: “È giusto incentivare natalità. I figli sono la cosa più preziosa che abbiamo“.
Una folla entusiasta: “Speriamo che sia femmina”

Una Meloni energica ha scaldato la folla di gente presente in via sparano, gremita (c’erano oltre due isolati di gente ad ascoltare il leader di FdI). Tanti giovani, professionisti, pensionati e disoccupati. Presenti diversi sindaci tra cui il primo cittadino di Nardò, Pippi Mellone. Tante le bandiere di partito, del movimento giovanile e tricolori ma anche tanti striscioni dai vari circoli a supporto della loro condottiera. Tra tutti è spiccato lo striscione “Speriamo che sia femmina” a firma degli ErioBoys (gruppo a sostegno Saverio Congedo candidato a Lecce nell’uninominale Puglia 09 e già consigliere regionale).


















