Una serata fra amici in un salotto d’eccezione. L’ottava edizione del Premio Mimmo Bucci conferma le atmosfere delle precedenti edizioni: uno spazio dove tutti, dai genitori di Mimmo alle cariche istituzionali, si abbracciano in nome della musica giovanile e del ricordo del frontman della Combriccola del Blasco, travolto da una moto sul Lungomare di Bari il 16 maggio 2007.
Mimmo c’è. L’ha detto Renardo Ciardo nel suo intervento sul palco, fra un Ciaddì e una curiosa rassegna su mimica e linguaggio degli stangachiazze del quartiere Japigia. La presenza del cantante a cui il destino avverso ha donato una sempiterna giovinezza è palpabile nell’aria.
Gli otto artisti in gara, la composta conduzione di Mario Pulpito, gli inserti giocosi di Renato Ciardo e Antonello Vannucci – nella doppia veste di direttore artistico e parodiante -, la presenza di Bari Solidale e l’imperiosa chitarra di Stef Burns hanno fatto da contrappunto al commosso e partecipato tributo – artistico e personale – all’artista barese.
Alla famiglia Bucci va dato atto della perseveranza con cui ha trasformato il cordoglio per la perdita di un figlio in una duplice battaglia: l’impegno per la promozione della musica inedita su palchi degni di questo nome e la sfida al riconoscimento giuridico dell’omicidio stradale. E se la prima battaglia vede ormai il consolidarsi dell’appuntamento con il Premio nell’agenda artistica barese, sul secondo fronte la discussione parlamentare è ancora aperta.
La gara: originalità, freschezza e culture underground. Otto artisti in gara, diversi i generi rappresentati, dalla canzone d’autore all’hip hop, dal pop al rock melodico. Gli andriesi Dario e i Meridionali si aggiudicano il Premio con Polvere da sparo, una gustosa folk ballad in cui il protagonista affronta un’incredibile escalation di sfortune, dalla fine del rapporto con la moglie alla porta bussata da Equitalia. Il disperato ritornello, “ma perché capitano tutte a me”, diventa ben presto il tormentone della serata.
Al secondo posto si piazza la freschezza della giovane Rosanna D’Aprile: Stop all’ansia, perfetto mantra per fronteggiare l’autorevole palco del Petruzzelli, è un’orecchiabile e raffinato brano pop, leggero quanto basta da coinvolgere il pubblico nel colorato balletto presentato a supporto della minuta cantante pugliese.
Gli One beat si aggiudicano il gradino più basso del podio. Dopo l’esibizione dei Bari Jungle Brothers dello scorso anno, l’insolit accostamento hip hop-Teatro Petruzzelli torna in scena al Premio Bucci con un brano dalle forti tinte R’n’B, in cui fra le rime del trio emerge la voce calda e patinata della vocalist della formazione.
Note di merito ai Full Immersion, il cui ipnotico arpeggio di chitarra e la coinvolgente linea di basso, agli ZeroCaffeina, la cui originale miscela musicale di elettronica e sarcasmo ha pagato dazio alla visibile emozione sul palco.
Bari Solidale. Accanto alle istituzioni presenti in prima fila – il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il sindaco di Bari Antonio Decaro e l’assessore alla cultura Silvio Maselli – l’FC Bari non ha fatto mancare il suo apporto all’iniziativa. Nonostante la trasferta di Pescara, il presidente Gianluca Paparesta e i responsabili di Bari Solidale, Michele Cellamare e Sergio Fanelli, hanno raggiunto il palco del Teatro Petruzzelli per onorare il ricordo di Mimmo Bucci e regalare ai genitori del cantante scomparso una maglia del Bari.











