Una Händel Celebration con Sonia Prina è l’inaugurazione in grande stile di Oriente Occidente, il festival diretto da Sabino Manzo nell’ambito della rete Orfeo Futuro sostenuta da Puglia Sounds. L’appuntamento con il celebre contralto, che con i suoi virtuosismi ha incantato gli spettatori del Festival di Salisburgo, della Scala di Milano, della Sidney Opera House e di altri templi internazionali della lirica, è per martedì 18 agosto, alle ore 21.15, nel chiostro Santa Chiara di Mola di Bari, dove l’artista sarà accompagnata dall’Orchestra barocca Santa Teresa dei Maschi diretta al cembalo da Sabino Manzo con ospite il violinista Alessandro Perpich, affermato specialista di musica antica.
Di straordinario fascino il programma, tutto incentrato sulla produzione teatrale di Georg Friederich Händel, del quale Sonia Prina interpreterà arie tratte dalle opere Tamerlamo, Partenope, Radamisto,Rodelinda, Riccardo Primo e Amadigi, mentre l’Orchestra Santa Teresa dei Maschi, che utilizza strumenti storici per restituire correttamente il suono dell’epoca barocca, eseguirà anche le ouverture dal Giulio Cesare e dal Rinaldo e il Concerto grosso n. 1 op. 6.
Specialista händeliana, ma anche eccellente interprete di Vivaldi e Rossini (a soli 23 anni il debutto alla Scala nel Barbiere di Siviglia accanto a Juan Diego Florez), Sonia Prina ha ricoperto, tra i tanti, i ruoli di Bradamante nell’Alcina all’Opéra di Parigi con la regia Robert Carsen, di Giulio Cesare all’Opéra Bastille, sempre a Parigi, di Polinesso nell’Ariodante all’Opera di San Francisco con Peter Summers e la regia di John Copley, di Bertaridone in Rodelinda al Barbican di Londra e alla Konzerthaus di Vienna con Alan Curtis e di Rinaldo alla Lyric Opera di Chicago. E oggi, dieci anni dopo essere stata consacrata dai critici musicali con il Premio Abbiati, è tra le interpreti più affermate di questo repertorio, per le sue straordinarie qualità vocali, unite ad una presenza scenica di rara intensità. Quello che ci vuole per il teatro musicale di Händel, senza dubbio il più grande compositore d’Opera del primo ‘700, dal cui genio sono nate alcune tra le arie più belle e difficili del repertorio operistico nel cosiddetto periodo aureo degli evirati cantori e delle primedonne, quando il divismo dei cantanti che rivaleggiavano in agilità vocali raggiunse livelli inimmaginabili.











