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Monopoli: la Via ai progetti della Northern Petroleum una sciagura per il territorio

Ricerche di idrocarburi a pochi metri dalle spiagge di Monopoli e Fasano. Una decisione, quella presa dal Governo di Matteo Renzi, che cozza apertamente con la vocazione turistica della zona costiera tra Bari e Brindisi e soprattutto, fa a pugni con le continue prese di posizione di politica, istituzioni e popolazione, da anni contrari alle ricerche petrolifere nel Mare Adriatico.

Al coro di proteste si aggiungono, oggi, la voce del sindaco di Monopoli Emilio Romani.

“Apprendiamo con vero rammarico che il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del mare, non curante dei pareri negativi degli enti locali, ha decretato la compatibilità ambientale relativa ai progetti di ricerche idrocarburi presentati dalla società Northern Petroleum nel mare Adriatico”. Ad affermarlo sono il Sindaco di Monopoli Emilio Romani e l’Assessore all’Urbanistica Stefano Lacatena in seguito all’approvazione di tre decreti.

In particolare con il decreto 104 è stata decretata la compatibilità ambientale circa l’indagine sismica 3D dei permessi di ricerca FR 39 NP e FR 40 NP (per due aree di oltre 734,64 kmq a nord-est di Brindisi). Con il decreto 105 è stata decretata la compatibilità ambientale relativamente alla prima fase per la ricerca sismica con tecnica air-gun con rilevamento sismico 2D per il permesso di ricerca idrocarburi “d66 F.R.-NP” (per un’area di oltre 711,6 kmq a nord-est di Monopoli). Infine, con il decreto 106  è stata decretata la compatibilità ambientale relativamente alla prima fase per la ricerca sismica con tecnica air-gun con rilevamento sismico 2D per il permesso di ricerca idrocarburi “d61 F.R.-NP” (per un’area di oltre 733,5 kmq a nord-est di Brindisi e a est di Bari).

“Il governo guidato da Matteo Renzi sembra essere sordo di fronte alle richieste dei territori e, nonostante i pareri negativi espressi dai Comuni per tramite della Regione Puglia con le delibere n. 2079 del 23 settembre 2011 e n. 2530 del 30 novembre 2012, va avanti per la sua strada dando di fatto il via libera dal punto di vista ambientale a quella che si presenta come una vera e propria sciagura per un territorio che oggi vive principalmente di pesca e turismo”, affermano Romani e Lacatena.

“Purtroppo, non sono bastati i cortei (come quello del gennaio 2010), l’aver costituito dei comitati cittadini, l’aver interessato l’Unione Europea e nemmeno le interrogazioni parlamentari di deputati e senatori pugliesi. Oggi questo governo a maggioranza Pd ha scritto una brutta pagina che rischia di danneggiare irrimediabilmente Monopoli, i paesi limitrofi e tutta la Puglia per gli anni a venire. Basti pensare che la metodologia air-gun usata nei lavori di prospezioni consiste in violente esplosioni di aria compressa che danneggiano il pescato e l’intero equilibrio marino. Ciò determinerà un danno per la marineria di Monopoli con conseguenze occupazionali. Senza tralasciare quelli al settore turistico: negli ultimi due lustri a Monopoli si è sviluppata una fiorente economia turistica, con la presenza di decine di strutture ricettive. L’avvio delle ricerche che impatto avranno?”, continuano Sindaco e Assessore. Che concludono: “È evidente che la responsabilità ricadrà su chi ieri protestava accanto a noi e che oggi, salito al governo, ha evidentemente cambiato idea”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Legambiente, che affida la sua posizione ad un intervento del Presidente regionale Francesco Tarantini.

logo“Nuove attività – dice – di ricerca e di estrazione di idrocarburi comporterebbero un impatto devastante non solo per l’ecosistema marino ma anche per le attività che oggi costituiscono una preziosa risorsa economica per i Paesi costieri, come la pesca e il turismo. Tutto per una politica energetica miope ed anacronistica a solo vantaggio delle compagnie private, visto che le quantità di idrocarburi in gioco sono risibili a fronte dei grandi i rischi e dei possibili danni che ricadrebbero sulla collettività. Dopo l’ok da parte del Ministero dell’Ambiente alle ricerche petrolifere in Puglia, nel tratto di costa da Mola di Bari a Fasano, occorre lanciare una vera e propria vertenza ambientale dell’Adriatico che coinvolga anche gli altri Paesi costieri per valutare l’impatto cumulativo delle attività di prospezione e ricerca e estrazione di idrocarburi”.

“In occasione della partenza di Goletta Verde dalla Croazia, il prossimo 20 giugno lanceremo il manifesto #StopSeaDrilling, per dire ‘no’ alle estrazioni in Adriatico, da Polignano a Mare – Comune premiato per la prima volta con le “5 vele” di Legambiente e Touring Club Italiano” conclude Tarantini.

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