Il culto della morte e le mummie. Non d’Egitto, ma quelle pugliesissime della chiesa del Purgatorio. E c’è attesa per le preannunciate conclusioni a cui sono pervenuti gli studiosi che hanno ispezionato il 1° settembre scorso quei corpi disidratati (non imbalsamati) vissuti nel 17-18esimo secolo. Notabili, avvocati, il governatore di Monopoli, ma soprattutto confratelli e consorelle di Nostra Signora del Suffragio, la congregazione di fedeli che ha sede nella chiesa di via Padre Nicodemo Argento 16 e che reca l’accesso alla cappella con le 9 mummie, inclusa la mummia bambina (unica in Puglia), Plautilla dei nobili Indelli. Appare paffuta, nonostante il soffio della morte l’abbia rapita all’età di appena 2 anni. Ha gli occhi spalancati e il vestito della festa. Una triste istantanea di una vita che non c’è più ma che la mummificazione (forse lei sì imbalsamata) ha restituito all’eternità. Intenerisce i turisti ma è forse uno dei personaggi più interessanti della stanza delle mummie della chiesa del Purgatorio nota anche come Santa Maria del Suffragio.
Ed è subito diventata il simbolo dell’incontro pubblico previsto per venerdì 13 novembre, alle 18, nella chiesa barocca sorta all’ombra del campanile della cattedrale. Un incontro dal titolo “Le mummie del Purgatorio, riti e pratiche della morte a Monopoli in età moderna” che per la prima volta fa luce sulla storia misteriosa dei confratelli morti tra il 1772 e il 1832 e che decisero di consegnare i propri corpi all’eternità attraverso un misterioso processo di disseccamento naturale del corpo all’epoca in auge nel Regno di Napoli. Mummie di cui in molti, fino a ieri, ne ignoravano l’esistenza.
L’appuntamento è aperto al pubblico ed è l’occasione per anticipare i primi risultati delle analisi effettuate dagli studiosi su quei resti mortali dei primi confratelli che vestono ancora l’antica mozzetta listata a lutto e con le fiamme del Purgatorio. Il sodalizio religioso è molto antico. Risale al 1668 e venne fondato con il beneplacito dell’allora vescovo Giuseppe Cavalieri.
Dopo i saluti del rettore della chiesa e padre spirituale della Confraternita, don Mauro Sabino, del sindaco Emilio Romani, introduce l’argomento la professoressa dell’Università di Bari Annastella Carrino. Intervengono al tavolo dei relatori il professore Francesco Paolo de Ceglia anch’egli dell’Università di Bari e studioso di “Storia della morte” e inoltre un grande esperto di mummie nel Regno di Napoli, Dario Piombino Mascali, conservatore delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo e colui che ha svelato al mondo la composizione chimica della “formula segreta” usata dall’imbalsamatore Alfredo Salafia per consegnare all’eternità il volto della piccola Rosalia Lombardo morta purtroppo nel 1920 pochi giorni prima del suo secondo compleanno. È stato proprio quest’ultimo a condurre il lavoro d’ispezione cadaverica sulle mummie il 1° settembre scorso.
L’intento è quello di far conoscere sempre di più la chiesa e il culto della morte e quindi anche quello insolito della venerazione delle antiche mummie. In una cappella che attrae sempre più i turisti ma che è anche e soprattutto un luogo di preghiera.
Il convegno vede il patrocinio dell’Università di Bari (Seminario di Storia della Scienza e Dipartimento di Studi Umanistici), dell’amministrazione comunale e dei confratelli di Nostra Signora del Suffragio che ha la sua sede proprio nel “Purgatorio” di Monopoli.
LA CHIESA E LA CONFRATERNITA DI SANTA MARIA DEL SUFFRAGIO (DETTA DEL PURGATORIO)
Costruita dal 1687 in poi nell’attuale via Padre Nicodemo Argento, all’ombra del campanile della cattedrale, la chiesa divenne la sede della confraternita di Nostra Signora del Suffragio fondata in città nel 1633 dai canonici della cattedrale per il suffragio alle anime del Purgatorio. I confratelli vestono la mozzetta verde in processione. Ma le 8 mummie ‘7-800esche conservate nelle teche della cappella di sinistra vestono la mozzetta listata a lutto, ossia nera con le fiammelle rosse alla base, che stanno a indicare le fiamme del Purgatorio. Nella stessa sala anche una mummia bambina, unica in Puglia, Plautilla Indelli, che indossa il vestito a festa.











