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Un progetto che punta a spostare il baricentro del turismo dalle sole spiagge ai borghi, alle campagne, ai musei e ai mestieri: nel Capo di Leuca prende forma GiraMenti, iniziativa di tour operating orientata a itinerari esperienziali e personalizzabili. L’operazione si inserisce nell’ambito del PNRR – M1C3, Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1 “Attrattività dei borghi storici”, Linea B, finanziata dall’Unione Europea – NextGenerationEU.
L’idea nasce dall’osservazione di un fenomeno che, nel basso Salento, è sempre più evidente: crescono le presenze anche fuori dai periodi di picco e l’interesse dei visitatori non si esaurisce nella balneazione. Patù e Morciano di Leuca — pur essendo piccoli comuni e non avendo marine con lunghi tratti sabbiosi — negli ultimi anni hanno registrato presenze importanti, segno che una parte del turismo cerca centri storici, monumenti e architetture locali.
Itinerari tra borghi, campagne e mare
GiraMenti intende proporre viaggi “cuciti” su chi arriva, con pacchetti che tocchino centri urbani, paesaggio rurale e costa, ma con un tratto distintivo dichiarato: far emergere ciò che spesso resta ai margini dei percorsi più battuti. Dentro i tour troveranno spazio, oltre ai luoghi noti, anche elementi di prossimità come case a corte, edicole votive, cripte, frantoi ipogei, e un insieme di esperienze legate a musica, arte e archeologia.
«Il nostro obiettivo è accompagnare le persone dentro un Salento meno ovvio, fatto di dettagli e relazioni», spiega Elena Franza, voce del progetto. «Non proponiamo semplici tappe, ma itinerari strutturati che mettano insieme cultura, cucina, paesaggio e comunità. Il mare c’è, ma non è l’unico motivo del viaggio».
Il target: famiglie e turismo “meno caotico”
La proposta si rivolge in particolare a piccole famiglie (4-5 persone) spesso con figli sotto i 15 anni, un pubblico che, secondo l’analisi inserita nella scheda progettuale, mostra interesse per esperienze capaci di unire vacanza e contenuti: storia, tradizioni, gastronomia, artigianato.
«Negli ultimi anni vediamo crescere la richiesta di periodi più tranquilli», aggiunge Franza. «C’è voglia di viaggiare anche fuori stagione, quando i borghi si possono vivere davvero e il territorio non è schiacciato dall’alta affluenza. Per noi è un punto decisivo: destagionalizzare, senza snaturare i luoghi».
Una rete di partner locali
Il progetto dichiara la volontà di lavorare in rete con realtà già attive nel Capo di Leuca. Tra le collaborazioni indicate c’è quella con DimoraNelSalento, per integrare nei pacchetti anche l’accoglienza in case vacanza e ville, costruendo soluzioni “su misura” per i visitatori.
Sul fronte della mobilità — tema sensibile in un’area spesso definita “di margine” per i collegamenti con nodi come aeroporti e stazioni — sono previsti accordi con operatori del territorio: Pippi Tour per i transfer e Mastroleo autonoleggio per servizi di noleggio che comprendano anche biciclette, scooter e motocicli, con l’obiettivo di facilitare micro-escursioni tra campagne e centri storici.
Tra i soggetti citati nella rete compaiono inoltre Archeorete, Museo Archeologico di Vereto, Macrà ( impegnata su raccolta e condivisioni di documentari sulla storia del Salento e podcast) Arci Terra di Mezzo Patù, la Casa Museo Retrò del signor Salvatore, la Casa delle Agriculture Tullia e Gino (impegnata su agricoltura, recupero di colture e percorsi educativi),
Obiettivi: cultura, lavoro e sostenibilità
La scheda progettuale evidenzia ricadute attese su più livelli: culturale e turistico, con nuovi servizi integrati; occupazionale, perché ogni pacchetto coinvolgerebbe operatori e attività locali; e ambientale, con attenzione agli obiettivi dell’Agenda 2030 e scelte orientate alla transizione energetica e digitale.
«La vera innovazione, per noi, è la connessione», sottolinea Franza. «Mettere in relazione realtà che esistono già — musei civici, frantoi ipogei, siti archeologici, artigiani, associazioni — e costruire un racconto unitario del Capo di Leuca. Un racconto che generi valore per chi visita e per chi resta».
Uno sguardo oltre i “grandi classici”
Nel quadro della rigenerazione culturale, GiraMenti punta anche a valorizzare interventi e percorsi già presenti o in fase di sviluppo nei comuni coinvolti: dai musei civici archeologici di Patù e Morciano di Leuca ai frantoi ipogei, dal Museo del Pellegrino al percorso “10 km di bellezza”, fino alla promozione di eventi e feste tradizionali.
In un Salento spesso raccontato per immagini “veloci”, la scommessa è ribaltare prospettiva: più tempo nei borghi, più attenzione alle storie locali, più rete. E, soprattutto, un invito a scoprire il Capo di Leuca non come cartolina, ma come territorio vivo.











