Inizierà davvero una nuova vita per uno dei lungomari più estesi d’Italia? Oltre ai lavori già iniziati per il waterfront di Fesca San Girolamo è previsto un progetto – per ora ancora in fase sperimentale e didattica – targato anche Politecnico di Milano. La giunta del Comune di Bari, su proposta dell’assessora all’Urbanistica Carla Tedesco, ha approvato uno schema di protocollo d’intesa con il dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano per attivare una sperimentazione didattica sul riuso dei beni demaniali dismessi e sulla progettazione delle aree a ridosso del tratto costiero della città di Bari.
Potrebbe rivelarsi un’ottima mossa riutilizzare edifici dismessi, in una zona costiera che dovrebbe vantare un’attrattiva turistica degna di un capoluogo di provincia, e soprattutto in una regione come la Puglia che nell’ultima estate ha registrato un boom di arrivi da ogni parte del mondo, e prevede un incremento ancora maggiore di incoming nei prossimi anni. Eppure, tant’è. Rispetto a città come Barcellona, che vivono la spiaggia e tutta la costa d’estate anche di sera, Bari spesso si ritrova sola nei suoi scenari notturni, fatti di scogli e grigi muretti di cemento, neanche sempre ben frequentati. L’intesa, si legge in una nota, prevede la costituzione di un gruppo di lavoro per l’individuazione di strategie di intervento e di attività di ascolto e coinvolgimento della cittadinanza, secondo quanto previsto dagli indirizzi per il Piano urbanistico generale approvato dalla giunta. L’equipe, inoltre, si occuperà di coordinare le attività di ricerca, di didattica sul campo e di progettazione degli interventi e collaborerà a stretto contatto con gruppi di ricercatori del Politecnico di Bari.
Il tutto confluirà nell’esperienza di “Sea and the city”, il primo workshop esplorativo che si terrà a Bari dal 27 novembre al 1 dicembre.











