Il Padel o Paddle, a seconda che si prediliga la derivazione latina o quella angloamericana, è uno sport che nasce e si sviluppa in America Latina e in Spagna, appunto. Attualmente tra i più popolari in Argentina, ha preso lentamente piede anche in Europa e in altre zone. In questi mesi sembra essere diventato lo sport maggiormente praticato in Italia e il Puglia per una serie di fattori.
Per chi ancora non conoscesse di cosa si tratta, innanzitutto, va sottolineata la sua somiglianza con il tennis, anche se, chi è pratico di questo sport, ben presto si accorgerà che le analogie finiscono presto. Come il tennis si gioca impugnando una racchetta, colpendo una pallina, superando una rete posta in mezzo al campo e tirando la palla all’interno di un campo delimitato da delle righe. Inoltre, identici al tennis sono i punti utilizzati per lo score del match (15 al primo punto, 30 al secondo, 40 al terzo, la parità i vantaggi, e infine il game e il set).
Tuttavia, al di là della diversa lunghezza e larghezza del campo (tennis: 23,77 m x 10,97 m nel doppio 8,23 m nel singolo; padel 20 m x 10 m), la prima differenza che salta agli occhi è sicuramente la struttura in vetri che lo delimita. In questo sport, infatti, la pallina, dopo un primo rimbalzo nel campo, sbattendo contro il vetro, può essere sempre giocata dai 4 presenti in campo (il singolare è molto meno diffuso) che si dilungheranno in scambi molto più intensi e combattuti di quelli tennistici. Scambi che saranno anche di diversa natura, dal momento che nel tennis la pallina mediamente viaggerà molto più spesso in maniera tesa e profonda, mentre nel padel è molto diffuso uno scambio fatto di schiacciate e pallonetti (nel tennis uno smash, conseguente a un pallonetto, se fatto bene chiude il punto subito), non a caso, quando vedremo nel dettaglio i nomi dei differenti colpi capiremo che di schiacciate ce ne sono diverse.
In questo momento in Spagna quasi 5 milioni di persone praticano a livello amatoriale il padel. In Italia ad aprile del 2020 si contavano oltre 1000 campi presenti in tutta la penisola. A inizio 2021, se ne contano 1800. La pandemia, paradossalmente, ha fatto impennare il numero di giocate. Ricordate quando appena le misure restrittive del primo lockdown vennero allentate? Quale fu il primo sport a ripartire? Il tennis. Sport per eccellenza non di contatto e da praticare a distanza e all’aria aperta. Insieme al tennis, anche tanti altri sport a distanza poterono ripartire. E da quel momento fino alle chiusure più stringenti di qualche giorno fa è stato praticamente difficilissimo trovare dei campi liberi nei palazzetti e nelle strutture sportive per poter giocare, senza prenotare con largo anticipo.
Tra questi proprio il padel. Moltissimi ex praticanti del calcio a 5, cosiddetto calcetto del mercoledì sera, ma anche sportivi di altra provenienza (pallavolisti, cestisti, frequentatori delle palestre ancora chiuse) si sono riciclati su questo nuovo e curioso sport rendendo di fatto quasi impossibile la prenotazione nelle strutture contenenti i campi. Tantissime donne, ragazzini in età scolare, over 50, si sono riscoperti padelisti. Del resto, chi non ha mai giocato a racchettoni durante l’estate? Rispetto al tennis, la possibilità di iniziare a giocare a questo sport è, infatti, meno traumatico. Per fare un esempio per tutti, nel tennis, un esordiente rischia di passare tutta la sua ora a raccogliere palline in giro per il campo. A padel, invece, almeno potrà scoraggiarsi di meno, dal momento che i vetri conterranno tutte le palline vicine, con la possibilità di essere rigiocate nel breve tempo. Inoltre, la minore difficoltà di esecuzione dei colpi (a livello amatoriale) rende il palleggio meno difficile di quanto lo sia nel tennis, appunto. La battuta, il colpo mediamente più difficile per chi si approccia al tennis, nel padel non esiste, dal momento che la rimessa in gioca avviene dal basso. Insomma una serie di fattori che fanno, di primo acchito, di questo nuovo sport un insieme di regole da rispettare meno complesso di quanto non sia il tennis. Aumentando il livello e superando i primi step ci si accorgerà che, come negli altri sport, le cose si complicano, soprattutto se ci si vuole avvicinare a quella perfezione agognata da molti.
Uno sport nato molto tempo fa, se è vero che il primo campo in Italia è stato costruito nel 1991 in provincia di Vicenza, per poi diffondersi in Emilia Romagna, ma che poi arriva con la sua esplosione solo nel 2013. La FIT, Federazione Italiana Tennis, sta investendo molto e a terreno battente. Moltissimi circoli tennis della Puglia stanno costruendo almeno un campo in padel, a fianco a quelli in terra rossa o in cemento destinati al tennis. Ecco un’altra novità: a padel si gioca su una moquette in erbetta sintetica, di colore solitamente blu, ma anche talvolta verde. Le palline sono come quelle del tennis, ma cambia la pressione interna che è, ovviamente, minore.
Dal 1992 al 2016 ogni due anni si sono disputati i Mondiali in campo professionistico. A parte tre trionfi della Spagna, il dominio è stato totale da parte dell’Argentina.











