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Il Pd si autoflagella per il voto sulla doppia preferenza. Alla ricerca dei franchi tiratori

Una discussione che in Aula non c’è nemmeno stata. Quella sulla doppia preferenza con obbligo di doppio genere nel voto (come peraltro già previsto dalla legge per le elezioni comunali) è stata cassata dal voto (a scrutinio segreto) sulla questione di pregiudizialità presentata da Ignazio Zullo, capogruppo di Forza Italia.

Dal dibattito generale sul pacchetto parità  sono emerse le posizioni contrarie della minoranza dagli interventi di Ignazio Zullo, Luigi Mazzei, Tommi Attanasio, Aldo Aloisi, Arnaldo Sala, Domi Lanzilotta e finanche il consigliere del Partito democratico, Michele Monno. Ciascuno con le proprie differenziazioni e con le proprie motivazioni giuridiche, lessicali, grammaticali, politiche e regolamentari. Insomma ce n’è per tutti.

E poi il voto. Con 37 voti favorevoli e 22 contrari il Consiglio regionale a scrutinio segreto ha approvato la pregiudiziale in quanto “si tratta di una materia già sottoposta a voto e bocciata”.

Votazione che ha raccolto anche numerosi consensi all’interno della maggioranza. Ma il Pd non ci sta e getta le mani avanti. Tra ieri sera e le prime ore di questa mattina si susseguono le dichiarazioni di imbarazzo e di scandalo. Fermo restando il riconoscimento ad alcuni consiglieri piddini (Romano, Capone, Lemma…) una posizione sempre coerente e ferma sull’argomento, non si capisce per quale motivo la maggioranza, o parti di essa, non abbiano votato “No” alla pregiudiziale. Errore? Fulmine sulla via di Damasco? Calcolo politico? L’assenza di dibattito nel merito ed il voto segreto garantiscono l’anonimato e le “facili” coperture.

Ecco alcune dichiarazioni degli esponenti del Pd.

Loredana Capone: “La doppia preferenza, già prevista per le elezioni comunali, poteva essere uno strumento. Non esaustivo ma uno strumento. E invece in tanti, ben 37 consiglieri, hanno scelto persino di non votare nel merito votando una pregiudiziale, proposta dalla destra, che   di fatto ha impedito al Consiglio regionale di pronunciarsi sulla doppia preferenza. La democrazia paritaria è stata di nuovo gabbata”.

Sergio Clemente: “È un atto di inciviltà politica che consiglieri regionali di maggioranza, utilizzando lo scudo del voto segreto, abbiano collaborato con l’opposizione ad affossare il ‘pacchetto parità’ che avrebbe dovuto prevedere equilibrio di genere in lista e doppia preferenza.”

Pino Romano: “Personalmente posso solo dire che provo imbarazzo dall’atteggiamento di alcuni consiglieri della maggioranza che hanno sfruttato l’espediente del voto segreto, proposto dall’opposizione che voleva ottenere il risultato ottenuto, per non far passare la parità di genere per la quale mi sono sempre battuto. E con me buona parte del Pd. Quello di alcuni consiglieri di centrosinistra, invece, è vissuto come un tradimento di cui dovranno dare conto, per quanto riguarda il Partito democratico, al segretario regionale Michele Emiliano ma soprattutto alle donne”.

Anna Rita Lemma: “Non posso non sottolineare il rammarico per aver dovuto registrare l’inadeguatezza dell’assemblea nel recepire i reiterati inviti rivolti perché si approvasse la possibilità della doppia preferenza nell’esercizio del voto. Ho posto ripetutamente la necessità di introdurre nella nuova legge un dispositivo che provasse a porre le condizioni per l’accesso in Consiglio di un maggior numero di donne. È prevalsa evidentemente la trasversale convinzione che così non fosse”.

Ma chi è assolutamente certo di essere in grado di scovare i “traditori” e sbatterli fuori dalle liste è Michele Emiliano: “Non candideremo tutti coloro che, cogliendo l’espediente offerto dal capogruppo di Forza Italia, hanno impedito il voto sulla doppia preferenza di genere”. “Terrò conto di quanto accaduto nella composizione delle liste chiedendo a tutti di non indicare candidati che si sono espressi contro la doppia preferenza di genere. Candiderò a capolista per il Pd, in tutte le province pugliesi, delle donne e farò personalmente campagna elettorale per loro chiedendo ai pugliesi di votarle”.

Ci chiediamo come faccia Emiliano a conoscere i nomi di chi ha votato contro e di chi ha votato a favore. Probabilmente ci sono strumenti medianici a noi sconosciuti e che l’ex sindaco di Bari sa bene come utilizare.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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