Il contrasto con il sindaco di Gioia del Colle, Sergio Povia, ma anche con gli eletti in Consiglio Comunale e gli Assessori, a detta della segreteria cittadina del Pd unici riferimenti politici all’interno del Partito Democratico. Una frattura che a più riprese è sembrata, nei mesi passati, ricucirsi e dilatarsi a seconda dei casi, ma che non si è mai del tutto ricomposta.
Con una lunga lettera di motivazioni il segretario cittadino, Massimo L’Abbate (nella foto), e tutti i componenti della segreteria, Giuseppe Bianco, Nicola Continolo, Francesco Ferrante, Milena Pavone, hanno rassegnato le proprie dimissioni.
Una lettera in cui non soltanto si sottolineano le distanze con l’amministrazione, ma anche i risultati ottenuti, con un notevole ricambio degli iscritti. Eccone il testo.
Il 1 settembre 2014 il direttivo del Partito Democratico di Gioia del Colle ha deciso di uscire dalla maggioranza che sostiene l’amministrazione comunale. Un gesto forte che non era volto a far cadere un governo che si è contribuito a sostenere e a far vincere alle elezioni come primo partito della coalizione. Un atto che intendeva scuotere un governo della città fiacco e deficitario per molti aspetti e in cui l’azione del Pd era scarsamente incisiva nonostante le innumerevoli proposte avanzate dal nostro partito in riunioni di maggioranza che in definitiva non decidevano nulla.
Il rilancio della Spes, le migliorìe sul contratto Cerin, un progetto nuovo per la cultura, l’ideazione di un Piano di Mobilità Sostenibile per la viabilità cittadina, una migliore organizzazione degli uffici comunali con le dirigenze, erano solo alcune delle nostre idee sottoposte al sindaco e rimaste inascoltate e nemmeno approfondite.
Da quel giorno si è provato a riallacciare un dialogo con l’amministrazione comunale anche con l’intervento della segreteria provinciale del Pd ma ogni risultato è rimasto vano. Il sindaco non ci ha più degnato della sua attenzione, forte del fatto che per lui il partito è rappresentato dai consiglieri comunali del partito e con loro è abituato ad interfacciarsi e a dialogare. Ecco perché oggi noi ci poniamo l’interrogativo su cosa sia e a cosa serva la sezione del Partito Democratico se questa non ha alcun potere di incidere sulle decisioni delle istituzioni di cui è parte integrante e fondamentale.
Nel corso di questi mesi il direttivo Pd del circolo gioiese ha subìto forti stravolgimenti. Una parte consistente dei componenti di minoranza si è dimessa ed ha abbandonato il partito, altri non sono stati più presenti alle riunioni del direttivo ed altri ancora addirittura non hanno rinnovato la tessera, decadendo formalmente dalla loro carica. Il nuovo tesseramento che si è chiuso il 31 dicembre scorso ha visto il rinnovo quasi totale della platea degli iscritti rispetto a quella che ha permesso la nostra vittoria nel congresso del novembre 2013.
Un tesseramento, lo diciamo con orgoglio, ben al di sopra della media degli ultimi anni nonostante gli eventi citati. Il nostro gruppo, forte e coeso come lo è stato in questi mesi di burrasca sia nei rapporti interni al partito che in quelli con l’amministrazione, ribadisce fortemente il suo impegno a sostegno delle idee espresse nel congresso e in questi mesi in cui mai ci è stato possibile rendere operative le nostre proposte ed ottenere quindi risultati tangibili nell’ambito dell’azione amministrativa.
Un governo su cui confermiamo il nostro scetticismo, registrandone le diverse ambiguità assai evidenti, i segni di stanchezza e l’incapacità di rinnovare i metodi di gestione e la ricerca di soluzioni all’altezza della modernità dei tempi. Alla luce di tutti questi eventi, riteniamo sia giusto rimettere il nostro mandato all’assemblea degli iscritti e aprire ancora una volta una fase nuova nella vita del nostro partito.
Pertanto con la presente il segretario e i sottoscritti componenti della segreteria e del direttivo del circolo locale di Gioia del Colle, rassegnano le proprie irrevocabili dimissioni dalla loro carica e chiedono al più presto di aprire una nuova fase congressuale per rilanciare in modo più chiaro e forte l’azione del partito nella città e nelle istituzioni.











