Un fulmine a ciel sereno. Anche se non è il primo caso, purtroppo, di abusi sessuali sui minorenni a Brindisi. Questa mattina a varcare le soglie del carcere è un parroco (da alcuni mesi sospeso da ogni incarico), Francesco Caramia, 42 anni, con la gravissima accusa di aver commesso atti sessuali in sacrestia con un ragazzino minorenne che voleva fare il chierichetto, in una chiesa del rione Bozzano, a Brindisi.
Oggi è stata, infatti, eseguita l’ordinanza di custodia cautelare e per il parroco si sono aperte le porte del carcere per atti sessuali continuati e pluriaggravati su un bambino di 10 anni. I fatti risalgono agli anni 2009 e 2010 e già nello scorso mese di dicembre i Carabinieri brindisini avevano effettuato perquisizioni ed alcuni sequestri nella chiesa in cui operava il parroco, la San Giustino de Jacobis. Allo stesso era stato notificato un avviso di garanzia. Oggi, nello sviluppo delle indagini, l’arresto richiesto dal pm Milto Stefano De Nozza e disposto dal gip Maurizio Saso.
La svolta nell’inchiesta è legata all’esito dell’incidente probatorio disposto lo scorso 16 febbraio, quando è stato ascoltato, in forma protetta e supportato da un team di psicologi, il ragazzino parte offesa.
L’inchiesta è nata dopo la denuncia di uno pediatra brindisino al quale si è rivolta la madre del bambino che all’epoca aveva nove anni.
Un caso risolto grazie alla testimonianza di un pediatra e al coraggio della vittima di parlare, ponendo fine a un incubo che la tormentava da anni.
Telefono Azzurro incita bambini e adolescenti a non stare zitti e a rompere il muro del silenzio.
“La pedofilia è un fenomeno ancora troppo diffuso nel nostro Paese e casi come quello nel brindisino ne rappresentano una drammatica conferma”, ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e Professore di Neuropsichiatria Infantile, “La condanna e lo sdegno del momento non bastano: occorrono azioni concrete, basate innanzitutto su un attento studio del fenomeno e su una stretta collaborazione tra terzo settore, servizi del territorio e Istituzioni. Per questo è necessario che l’Italia definisca immediatamente un piano di azione per il contrasto della pedofilia, affinché la prevenzione e la cura delle conseguenze psicologiche sulle vittime siano davvero possibili”.
“L’ascolto dei bambini è fondamentale per la lotta alla pedofilia. Solo con l’ascolto è possibile raccogliere gli elementi di rischio prima che si verifichino episodi simili. Dobbiamo riservare ai bambini una grande attenzione, perché possano sempre più rompere il silenzio degli adulti, che spesso nasce da una cultura in cui non c’è rispetto delle vite umane”.Come dimostra questo caso, inoltre, la figura del pediatra è di estrema importanza nel contrasto e nella gestione di abusi e violenze su minori. I pediatri svolgono un ruolo chiave nel percorso di crescita del bambino e rappresentano un punto di riferimento a cui l’intera famiglia si affida con fiducia. Per questo, Telefono Azzurro, ha lanciato la prima rete di pediatri al mondo, contro l’abuso sui bambini, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), l’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani (AOPI) e il contributo di Menarini. L’obbiettivo è sensibilizzare e formare i pediatri italiani a riconoscere i segnali di eventuali abusi, a partire da quelli inespressi di disagio e sofferenza del bambino.











