HomeBlogIl Dottor DroidPokèmon Go, soltanto un gioco per ragazzini annoiati?

Pokèmon Go, soltanto un gioco per ragazzini annoiati?

Pokémon GO è non è solo un semplice videogame a cui chiunque può giocare, si tratta di un’applicazione gratuita (con acquisti in app ovviamente) per smartphone (per iOs e Android) che usa la realtà aumentata per l’allenamento e il combattimento dei Pokémon.

Ma cosa sono i Pokémon?

Sono delle creature immaginarie chiamate “Pokémon” (che sta per pocket monster), che gli umani possono catturare, allenare e far combattere per divertimento.

Come funziona il gioco?

In buona sostanza dovrete scovare i Pokémon, al primo avvio dell’app compare una mappa dell’area attorno a voi (assomiglia molto a Google Maps) e potrete riconoscere le strade e le piazze che vedete nel mondo “reale”. Parecchi punti di interesse (opere di arte pubblica, luoghi d’interesse storico e monumenti) vengono riconosciute dal gioco come Pokéstop e consentono di ricevere dei bonus, quindi si va in giro all’aperto a caccia di Pokémon selvatici. Alcuni appariranno nel loro habitat naturale quelli di tipo Acqua potrebbero apparire vicino a laghi o mari ad esempio. Una volta incontrato l’animaletto, come nel gioco originale Nintendo, i giocatori potranno cercare di catturarlo, nello caso specifico dovranno usare il touch screen del loro smartphone per lanciare una Poké Ball. Poké Ball e altri strumenti speciali possono essere trovati presso i Pokéstop precedentemente indicati. Una volta catturati tocca allenare il mostricciattolo. Aumentando di livello i giocatori potranno catturare Pokémon più potenti e accedere a strumenti potenziati. Oltre a questo punto potremo decidere se entrare a far parte di una squadra (Saggezza, Istinto o Coraggio) trovare una Palestra Pokémon e sfidare le squadre rivali.

Chi c’è dietro Pokémon Go?

A primo impatto verrebbe naturale dire Nintendo, ma non è così. L’applicazione è stata realizzata grazie ad una collaborazione tra Niantic, una società di sviluppo software americana con sede a San Francisco, California, fondata nel 2010 da John Hanke come Niantic Labs, una startup interna a Google, prima che venisse separata da Google come un’entità indipendente nel 2015 e in collaborazione con la società Pokemon. Nintendo è azionista di entrambi e secondo quanto riportato dal Financial Times riceverebbe solo il 30% delle entrate di Pokemon Go, gli analisti tuttavia indica che l’impatto della collaborazione porterà ad un incremento del fatturato nell’ordine di 150-200 milioni di dollari al mese.

Attualmente il riscontro da parte degli utenti è stato semplicemente incredibile ed insieme devastante mandando giù i server Niantic per diversi giorni, infatti anche il produttore non si aspettava un riscontro così imponente. Dunque insieme al gioco iniziano i disagi.

Sentiremo parlare di incidenti dovuti a questo nuovo “fenomeno” di mercato? Solo il futuro potrà rispondere alla domanda.

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