Si conclude un anno positivo sotto tutti i punti di vista per l’Unione Sportiva Lecce che, dopo aver conquistato la promozione, dopo diversi anni di sofferenza, dalla Lega Pro alla Serie B ha iniziato da protagonista la stagione nel campionato cadetto.

L’unica pecca, a essere fiscali, è il periodo da metà febbraio a fine marzo che stava costando cara agli uomini di Liverani. Due sconfitte, con Casertana e Juve Stabia, e qualche pareggio di troppo stavano mandando in fumo il vantaggio costruito durante la stagione e rinsaldato nel mese di gennaio con 3 vittorie e il pareggio con il Catania. Catania, appunto, e Trapani erano pronte ad approfittare del passo falso dei giallorossi. Ma la riscossa non si è fatta attendere e la marcia giusta è stata inserita ad aprile con 3 vittorie su 3. Le rivali hanno rallentato e il Lecce ha potuto festeggiare la promozione con una giornata di anticipo, mettendo fine a un periodo brutto, forse uno dei più brutti della storia del club, iniziato con la squalifica che è costata la retrocessione nella serie C e proseguito con infiniti anni in cui ad una partenza sprint non è corrisposto un finale di stagione degno, con il medesimo risultato ogni volta: la sconfitta ai play off per la promozione in B.

La stagione non si è conclusa in maniera perfetta a causa dell’ultimo posto nella SuperCoppa di Serie C ma possiamo affermare con certezza che era l’ultimo degli obiettivi dei salentini.

Nel corso dell’estate Liverani, uno degli artefici della promozione, ha messo su, insieme ad una società solida e seria, una squadra competitiva per affrontare la nuova avventura. A partire dal reparto difensivo, rivoluzionato con Vigorito in porta, uno dei migliori di questa prima fase del campionato, Venuti e Calderoni nel ruolo di difensori laterali e Bovo, Lucioni e Meccariello in quello di centrali. A centrocampo l’innesto di Petriccione sembra essere il più azzeccato. Il centrocampista al momento risulta, secondo l’opinione di chi scrive, il miglior calciatore di questa prima parte di campionato. Grandi novità anche in attacco con Falco, Palombi e La Mantia. Insomma una squadra costruita con criterio e attenzione. L’eliminazione ad agosto in Coppa Italia ad opera del Genoa, ma soprattutto di uno sconosciuto Piatek, autore di 4 gol, sembrava far tremare la difesa giallorossa, ma l’inizio di campionato ha detto tutt’altro.

A tremare è stato il Benevento, corazzata costruita per il salto in serie A. Nei primi sessanta minuti della prima giornata di campionato il Lecce era in vantaggio per 3 a 0 esprimendo un gioco spumeggiante. La rimonta dei campani, però, ha concesso agli uomini di Liverani solo un punto. Un punto anche in casa e una sconfitta ad Ascoli, complici in entrambi i casi gli arbitri, sembravano aver ridimensionato la squadra leccese che, invece, è uscita alla distanza. Nelle successive quattro gare ha battuto Venezia, Livorno, Verona e ha pareggiato con il Cittadella. Il cammino si è fermato contro il fortissimo Palermo al via del Mare. Da questo punto in poi solo prestazioni di qualità per Liverani e giocatori. A Pescara e a Brescia, ancora una volta, lo zampino degli arbitri ha condizionato le gare. Ma per il resto la cavalcata è stata buona. Vittorie importanti fuori casa e il pareggio che vale oro in casa col Perugia (una delle più belle squadre viste al via del Mare, forse la più bella) hanno consegnato il quarto posto con cui ha concluso il girone d’andata (30 punti) e l’anno. L’ultima giornata ha visto il pareggio sull’ostico campo dello Spezia che stava rovinando il finale agli uomini di Liverani, ma una seconda frazione meravigliosa ha rimesso le cose a posto. Rimangono le 30 reti fatte, terzo miglior attacco della categoria, il quarto posto a pari punti col Verona e a due lunghezza dalle seconde Brescia e Pescara, e un ruolino di marcia in trasferta di tutto rispetto (solo il Palermo ha fatto meglio).

Il mercato invernale e le prime settimane del 2019 aiuteranno a capire qualcosa di più se consideriamo che il secondo girone inizierà con Lecce-Benevento che è già scontro diretto.

 

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