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La Puglia con Emiliano presenta la sua proposta sul riutilizzo delle protesi: “Risparmi senza danneggiare i livelli di assistenza”

Riutilizzare anche in Puglia determinate protesi per consentire economie di gestione garantendo ugualmente elevati standards e immutati livelli di prestazione.

È l’obiettivo della proposta di legge sul riutilizzo delle protesi depositata in Regione Puglia dai consiglieri de La Puglia con Emiliano Giuseppe Turco, Alfonso Pisicchio e Paolo Pellegrino.

Con questa proposta – attesa al vaglio delle commissioni regionali competenti e che non comporterà alcuni impegno di spesa per la Regione – viene introdotta la possibilità, già prevista dal decreto ministeriale n.332/99, per le Asl pugliesi di riutilizzare determinati ausili protesici, dopo aver provveduto alla loro manutenzione e sanificazione, disciplinando altresì la cessione in comodato d’uso degli stessi dispositivi.

Si tratta nello specifico dei dispositivi ‘finiti’ degli elenchi 2 (protesi di serie) e 3 (ausili acquistati dalle Asl) del nomenclatore tariffario e che, una volta terminato l’utilizzo, possono così rientrare nella disponibilità delle Asl, le quali, per ottenere economie di gestione, possono disporne il riutilizzo previo affidamento di apposito servizio di ritiro, consegna a domicilio, stoccaggio temporaneo, riparazione, manutenzione e sanificazione.

“Con tale modifica alla legge – spiegano i consiglieri – evitiamo l’attuale sperpero di dispositivi che, dati in concessione, spesso non vengono restituiti alle Asl o, nei casi peggiori, non vengono più riutilizzati. Fatto salvo il caso dei dispositivi di tipo ‘1’, cioè quelli personalizzati e quindi creati con determinate caratteristiche per il paziente, gli altri possono essere riutilizzati e rimessi in circolazione così come già previsto nel quadro normativo, articolo 4 comma 12, del D.M. n. 332/99. Una buona pratica in sostanza che consentirebbe risparmi pari a circa il 30 per cento e per svariati milioni di euro”.

Secondo i dati dati provvisori del Modello CE preconsuntivo 2015 la spesa per l’assistenza protesica ammonta, infatti, a livello regionale a 56,9 milioni per la voce “Materiale protesico fornitura diretta” e ad altri 68 milioni per “Assistenza protesica tramite strutture private”.

“In un momento in cui – sottolineano ancora Turco, Pisicchio e Pellegrino – l’Italia sta vivendo una drammatica crisi economica diventano necessari i fattori di cambiamento sulla spesa sanitaria. E i tagli non devono necessariamente tradursi in una riduzione dei servizi ai cittadini. Anzi, la finalità di questa proposta di legge è appunto quella di contribuire a migliorare la qualità dei servizi anche in un contesto di riduzione della spesa”.

La proposta di legge prevede anche penalità, ovvero l’esclusione per 12 mesi dagli elenchi regionali, delle imprese che non rispettano le procedure o che, per accertate carenze, non sono in possesso dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi stabiliti con provvedimento di Giunta regionale.

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Redazione
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