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Puglia, elezioni regionali 2025: le piattaforme polarizzanti
Non esiste nessuna statistica che confermi una correlazione diretta tra numero di follower e numero di voti ottenuti. Eppure, nelle ultime settimane, certamente non sarà sfuggito ai più attenti un cambiamento di paradigma nel feed delle nostre pagine social strumento che tutti quanti, volenti o nolenti, utilizziamo quotidianamente. Il nostro smartphone è con noi in qualsiasi momento consentendoci in pochi semplici click di “affacciarci” alla realtà locale, nazionale e internazionale. Sì, perché se è vero che nessuna statistica conferma questa correlazione, non vi è nemmeno uno studio che la smentisca. Questo, i candidati al consiglio regionale pugliese di fine novembre 2025 lo sanno bene e si preparano ad attivare (o riattivare) i propri canali social nell’era della sorveglianza digitale.. Pertanto, è assai normale che il dibattito politico anziché svilupparsi (solo) nelle piazze, nei comitati o nei salotti come si faceva un tempo si sposti, ancora una volta e sempre più, sulle piattaforme social. È assai normale che i post e i reel si intensifichino nelle ore di maggior traffico e utilizzo. Il risultato è duplice e non scontenta nessuno: sarà molto più semplice riuscire ad intercettare un numero di persone impattante soprattutto per i giovani candidati o per chi si affida, avendo il giusto supporto economico, a specialisti del settore. Un secondo risultato: si evita lo scontro diretto o al massimo lo si crea sui social: come? creando un’illusione collettiva di processi decisionali fatti in maniera trasparente e alla portata di tutti. Sì perché l’algoritmo che muove silenziosamente le culture orizzontali dei nostri social, fa diventare virale un reel o un post con numerosi commenti (di solito controversi), così, laddove quel video venga riempito di commenti critici, il cosiddetto shit storming, il risultato sarà comunque un numero di visualizzazioni direttamente proporzionale al numero dei commenti ricevuti. Tradotto: nel bene o nel male l’importante è che se ne parli…
Puglia, elezioni regionali 2025: a votare saranno millenials, generazione X, boomers , matures
La platea a cui si rivolgerà la classe politica per le elezioni del 23 e 24 novembre 2025 è composta da giovani dai 18 anni in su alla ricerca di spazio ed opportunità, famiglie, occupate e disoccupate, con crescenti difficoltà a far quadrare i conti, anziani e disabili, quelli sì “a tempo indeterminato”. Difficile allora pensare di poter partecipare attivamente alla vita politica odierna smarcando lavoro, famiglia e problemi quotidiani. Difficile, nella privazione del tempo reale, trovare spazio, se non virtuale, per sostenere personalmente questo o quel candidato ed assistere all’ennesima apertura di un comitato elettorale. Difficile pensare di poter far breccia nei cuori di chi nei precedenti 365 giorni (vedasi liste di attesa nel pubblico) non è stato aiutato. Difficile riuscire ad immedesimarsi in quegli slogan di largo (ab)uso e consumo e quei ritornelli che intrecciano potere e populismo. Difficile immedesimarsi in quegli abbracci, sorrisi e santini dai volti magicamente perfetti. Senza il bisogno dell’intelligenza artificiale, i politici diventano così espressione di una classe lontana dalle esperienze soggettive: non una ruga, non un capello fuori posto, non un’occhiaia. L’alta definizione dei candidati stona prepotentemente con i volti delle famiglie pugliesi segnate dall’inflazione e della diminuzione del potere d’acquisto.
Ma questo i politici di lungo corso lo sanno bene ed è il motivo per cui continuano a muoversi su tre livelli, monopolizzando le due piattaforme social che per antonomasia muovono più “traffico”: Instagram per i più giovani e Facebook per i più “anziani”, continuando però a strizzare l’occhio a chi, della vecchia scuola, preferisce l’incontro faccia a faccia per segnalare qualche disservizio stradale o di decoro urbano.
Puglia, elezioni regionali 2025: a sorpresa su Instagram, millenials e generazione X premierebbero il centrodestra
Incrociando i dati ad un mese dalle elezioni abbiamo notato come alcuni candidati abbiano subìto delle impennate nel numero dei loro followers, sintomo di un interesse verso la persona e/o verso i temi trattati. Certo, non si può escludere che tra i nuovi “seguaci” non si nascondano anche profili fake o bot che servano solo per dare l’impressione del “tutto esaurito” ma questo si vedrà a spoglio completo. Contrariamente a quello che ci si potrebbe aspettare in una regione che negli ultimi anni è stata a trazione PD, tra le variazioni in percentuale più importanti vi sono numerosi candidati in quota centrodestra. Tra i primi dieci per variazione percentuale su Instagram troviamo ben 5 volti della Lega, 2 di Fratelli d’Italia e poi uno a testa per PD, Movimento 5 Stelle e Avanti popolari con, lista legata a Decaro presidente. In quota Lega troviamo Joseph Splendido (Foggia), Giacomo Conserva (Taranto), Fabio Saverio Romito (Bari), Antonio Paolo Scalera (Taranto) e Napoleone Cera (Foggia). In quota FdI troviamo Renato Perrini (Taranto) e Paolo Pagliaro (Lecce) mentre per i partiti del centro sinistra Sergio Clemente (Foggia), Raffaele Piemontese (Foggia) e Cristian Casilli (Lecce).
Basterebbero questi dati per comprendere come la vittoria del centrosinistra tra Foggia, Taranto e Lecce non è così scontata come si potrebbe pensare. Non vanno inoltre dimenticati i malcontenti di alcuni politici che hanno dovuto rinunciare a candidarsi nelle ultime ore.

Puglia, elezioni regionali 2025: su Facebook boomers e matures premierebbero il centrosinistra
Se da una parte dunque, su Instagram, i giovani premierebbero il centrodestra, dall’altra famiglie e anziani manterrebbero un voto più legato al centrosinistra. Il dato infatti, depurato dai followers di Decaro e Vendola (quasi 800mila followers in due vista la notorietà come Ex Sindaco di Bari e Parlamentare UE il primo e come Ex Presidente di Regione l’altro), vedrebbe poco più di 300 mila followers per il centro sinistra e poco meno di 140mila per il centro destra. Gli aventi diritto di voto in Puglia sono poco più di 3 milioni, il conto è presto fatto.
Puglia, elezioni regionali 2025: conclusioni
Da destra a sinistra una cosa è certa: è il momento della disponibilità, del farsi trovare “pronti all’ascolto”, dei giri tra i mercati di quartiere e nei parchi cittadini, è il momento di usare un lessico semplice e comprensibile, di indossare abiti comuni di modo che l’identificazione con l’altro (e con i suoi problemi quotidiani) appaia più agevole.
Sì perché ciò che potrebbe giocare ancora una volta un ruolo determinante è l’apatia politica mossa da un senso di sfiducia generalizzato nei confronti di chi, a suon di slogan, vuole provare ancora una volta a superare quella barriera selettiva che i potenziali elettori hanno innalzato. Nel 2020 quella barriera selettiva altrimenti chiamata astensionismo fermò quasi il 47% degli aventi diritto al voto, una percentuale molto prossima al 50%.
Gli aventi diritto al voto allora erano 3.565.014 e i votanti furono poco più di 2 milioni. Allora Emiliano portò a casa 871.028 voti pari al 46.78% mentre Raffaele Fitto si attestò a 759.773 con il 45.32%.
Da allora ad oggi però molte cose sono cambiate, al governo siede stabilmente il centrodestra guidato da Giorgia Meloni, il 3° governo più longevo della storia repubblicana, che ha annunciato la sua presenza in Puglia a novembre, Emiliano si è fatto da parte pur sostenendo Decaro. Che le novità e i colpi di scena in Puglia non finiscano qui?











