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Quando la libertà di stampa è in pericolo

Massimo Nava è giornalista più che esperto e nel libro “Tastiere in gabbia”, pubblicato da Edizioni Dedalo nell’ambito della collana Orwell, analizza un nemico subdolo che anche in Italia si nutre di pressioni da parte del potere, di epurazioni, piaggerie e carrierismi, di un “circo mediatico” in cui i protagonisti sono sempre gli stessi, di format televisivi intercambiabili che finiscono per esprimere una sorta di rete unificata

Il livello di democrazia raggiunto da un Paese si misura anche in base alla libertà di stampa concessa a tutti gli organi di informazione. Se è noto che le dittature e i regimi autoritari non amano la libertà di stampa e la reprimono con ogni mezzo, dalla censura all’arresto di giornalisti, non si può tacere delle sempre più diffuse limitazioni che subiscono, in maniera più o meno velata, i professionisti dell’informazione anche in realtà statali che, almeno sulla carta, si professano democratiche. I metodi non sono, infatti, altrettanto brutali ma a lungo andare le conseguenze per la salute della democrazia possono essere altrettanto devastanti, complici anche i social network e l’intelligenza artificiale.

Massimo Nava è giornalista più che esperto e nel libro “Tastiere in gabbia”, pubblicato da Edizioni Dedalo nell’ambito della collana Orwell, analizza un nemico subdolo che anche in Italia si nutre di pressioni da parte del potere, di epurazioni, piaggerie e carrierismi, di un “circo mediatico” in cui i protagonisti sono sempre gli stessi, di format televisivi intercambiabili che finiscono per esprimere una sorta di rete unificata. Democrazia e libertà di informazione sono spesso a rischio.

Nava vanta un eccelso curriculum professionale: giornalista ed editorialista del Corriere della Sera, è stato inviato speciale e corrispondente di guerra dall’Asia all’Africa, dai Balcani all’Iraq. Ha scritto inchieste sulla società italiana, il terrorismo degli anni di piombo, i problemi del Mezzogiorno, seguendo in particolare i fenomeni della mafia e della camorra, la ricostruzione dopo il terremoto. Ha vinto numerosi premi per i suoi reportage. È stato per vent’anni corrispondente da Parigi ed è stato insignito della Legion d’onore. Docente alla Luiss Guido Carli, è autore sia di saggi che di romanzi.

Con la prestigiosa prefazione firmata da Luciano Canfora, l’autore, dall’alto della sua esperienza, sottolinea che denunciare, frenare, magari invertire la deriva sempre più latente diventa assolutamente vitale per la libertà di informazione. Nel libro si mettono, quindi, in evidenza i retroscena del circo mediatico, tra censure, propaganda, notizie false e pressioni da parte del potere.

 

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