Alle 14:00 il Movimento 5 stelle suggellerà l’esito delle Quirinarie annunciando il proprio candidato alla corsa al Colle. Annuncio che, per giunta, arriverà nel corso dell’assemblea dei grandi elettori PD, nella quale probabilmente il premier Matteo Renzi ufficializzerà la candidatura di Sergio Mattarrella.
Cosa accadrebbe se nella corsa fra i 9 possibili candidati scelti dai parlamentari pentastellati la spuntasse Romano Prodi? Sicuramente porterebbe qualche grattacapo a Matteo Renzi, che col bilancino deve destreggiarsi fra Nazzareno ed equilibri interni al Partito Democratico.
È impensabile che la circostanza di avere oltre 120 elettori pronti a cristallizzarsi sul nome del Professore, come Rete comanderebbe, non faccia tornare all’area dem del PD il desiderio di indicare apertamente Prodi come successore di Napolitano.
Renzi dovrebbe districarsi in una complicata ‘giustificazione”. Perché non andare sul nome di Prodi con numeri che sfiorerebbero addirittura la maggioranza qualificata del Parlamento? I 5 Stelle ne avrebbero abbastanza per riprendere il vecchio leit motiv della Casta, degli accordicchi sotto banco e dell’inciucio con Berlusconi.
Una spaccatura sul Professore, infine, sarebbe un ulteriore colpo al già precario equilibrio fra le anime contrapposte del Partito Democratico.











