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#raccontiamoglieletti – Domenico Damascelli: “L’agricoltura è risorsa preziosa per la Puglia”

Una vita fatta di militanza e passione politica per Domenico Damascelli, neo eletto Consiglio regionale che a 19 anni ha iniziato il suo percorso nel Fronte della Gioventù di Bitonto. La passione traspare anche chiacchierando amabilmente su questa nuova avventura con il giovane imprenditore agricolo. Ha le idee chiare Damascelli: “serve una classe dirigente onesta e pulita. Le brave persone sono tanto a destra che a sinistra, così come i mascalzoni. Sta al cittadino scegliere le persone pulite. Occorre gente che intenda la politica come vocazione, serve una coscienza morale e portare avanti i propri valori”. E dei valori ne ha fatto una bussola del suo attivismo dal ’92 ad oggi.

Dal 1998 consigliere comunale a Bitonto, Che bagaglio porta con se in questa nuova esperienza Domenico Damascelli?
“L’esperienza dell’amministratore comunale, di colui che è a stretto contatto con i cittadini, sta nel territorio e assume agli occhi del cittadino il ruolo di front office, ascoltando le esigenze del cittadino che quando ha un disagio si rivolge comunque e a prescindere dalla competenza al proprio Comune. Quello in Comune è stato per me un percorso costante di crescita che mi ha portato a fare il consigliere, il capogruppo, l’assessore e il vice sindaco. Ho maturato una conoscenza politica maturata e una conoscenza capillare del territorio sia cittadino che extra cittadini, avendo svolto anche ruoli politico istituzionale nell’Anci, sia regionale e nazionale, e i ruoli di partito”.
Questo rapporto tra consigliere regionale e territorio è  forse mancato sino ad ora.
“Certo. Il consigliere regionale è una figura intermedia tra il legislatore nazionale e l’amministratore cittadino. Ha la possibilità di occuparsi di gestione e amministrazione e quindi ha modo di essere a stretto contatto con i problemi del territorio”.
È stata una campagna elettorale molto intensa? È arrivato primo nella lista di Forza Italia in provincia di Bari ma siete stati in tre a giocarvela fino all’ultimo (tra il primo e il terzo solo 400 voti ). Ha temuto di non farcela?

“Io non ho mai avuto l’arroganza di pensare di essere il più forte ma ho sempre creduto in questa elezione come un obiettivo possibile. Vedevo l’eventuale elezione come il frutto di un radicamento nel territorio e quindi del mio impegno nel corso degli anni che ha consentito a coloro che hanno creduto in me di riconoscere in me un loro rappresentante. Ho fatto una campagna molto parsimoniosa, non ho aperto neanche un comitato elettorale nei 41 comuni della provincia di Bari, non ho pagato un rappresentate di lista. Ho ottenuto questo risultato soltanto con la fiducia personale, non solo rapporto di fiducia politica ma soprattutto valori umani che sono alla base del mio percorso politico.  Tanti amici hanno creduto in questo progetto. Ho vinto perché c’ho creduto e con me, tutti gli amici che hanno creduto in questo rapporto e nello spirito di comunità. Devo anche ringraziare il sostegno del senatore Francesco Amoruso e dell’eurodeputato Sergio Silvestris, ma soprattutto uno staff di volontari instancabili. La mia elezione è l’elezione di un gruppo”.

Questa campagna elettorale ha visto consumarsi lo strappo definitivo (forse) fra Berlusconi e Fitto. Ora, nessuno può immaginare gli scenari futuri ma, voglio chiederle se l’auspicio all’interno del suo partito è rifondare un centrodestra coeso in Italia?

“Lasciata alle spalle la competizione elettorale si deve offrire al territorio un centrodestra coeso. Ora è giunta l’epoca della riqualificazione di un movimento con un suo simbolo, una sua bandiera, di ampio respiro che ci consenta di presentarci ai  prossimi appuntamenti elettorali uniti. Il nostro elettorato non ha votato perché deluso e arrabbiato. In Puglia ci siamo presentati con due candidati, due coalizioni e invece gli elettori ci chiedono un centrodestra unito, e hanno ragione. Certo possono nascere divergenze ma dobbiamo ricondurle nelle polemiche interne. Oggi assistiamo ad un centrosinistra molto più spaccato del centrodestra ma si riuniscono sulla scheda elettorale per raggiungere il potere che si ripartiscono in base alle proprie fette di potere interno al partito”.

“Ora non è facile – continua Damascelli. Dopo una sconfitta elettorale le responsabilità sono di tutti, dobbiamo metterle da parte e guardare avanti per rielaborare un centrodestra in Puglia e non solo, aprendo le porte a tutti. A tutti coloro che volevano avvicinarsi al partito e ne sono rimasti ai margini. Abbiamo assistito a chiusure di porte verso chi è bravo che poteva essere “pericoloso” per chi già c’era. Dobbiamo dire no a questo atteggiamento. Deve andare avanti chi è più bravo in un partito di centrodestra che all’interno abbia tutte le sue anime e che non limiti la presenza di altri per il sol timore di essere superato dai migliori. Poi c’è da dire che non tutti possono essere eletti ma deve emergere il concetto di squadra dove ognuno ha un ruolo. Questa squadra deve offrire però un nuovo modo di intendere la politica. La gente è stanca della solita politica, stantia, ha bisogno risposte e soprattutto di esempi positivi. Il ruolo pubblico deve essere inteso come servizio alla popolazione.

Salvini può essere il nuovo leader della destra in Italia?
“Personalmente penso che sia un fenomeno che al Sud non potrà spiccare il volo. Salvini dice alcune cose condivisibili, che rappresentato il comune sentire di destra ma non può essere la Destra. Ha alcuni obiettivi che non coincidono con le esigenze della gente del Sud. Io mi chiedo «ma come fa a essere di destra con due partiti distinti, uno per il Nord e uno per il Sud?». Penso sia stato più un voto di protesta.  Va comunque rispettato per quello che è, parla di cose di destra. Sta al centro destra non farsi scippare le argomentazioni”.

Lei è imprenditore agricolo, immaginiamo quindi che l’agricoltura sia uno dei temi centrali della sua azione politica in questa legislatura?

“La Puglia è la regione più agricola di Italia, infatti l’assessore pugliese del settore è da sempre coordinatore degli assessori regionali all’agricoltura in Italia. È il settore economico trainante di questa Terra tant’è che è anche nel simbolo della Regione; non solo, dal punto di vista paesaggistico, ambientale, culturale è una risorsa preziosa per la Puglia.

Necessità – afferma il neo consigliere – di particolare attenzione quindi, per sviluppare tutte le opportunità che l’Unione europea offre. Purtroppo Vendola ha causato la bocciatura del Piano sviluppo rurale da parte dell’Unione europea che con oltre seicentoquaranta osservazioni in settantadue pagine a causa delle contraddizioni che il piano aveva. Un piano superficiale e scritto all’ultimo momento. Ora bisogna fare di tutto per recuperare queste risorse, parliamo di circa un miliardo e seicento milioni per l’agricoltura pugliese e per tanti giovani che potrebbero iniziare una nuova vita insediandosi in questo settore”.

Anche sulla questione delicatissima della Xylella, Damascelli è duro con il Governo Vendola: “La Xylella è stata presa sotto gamba dal Governo regionale. Ha istituito una commissione mista con l’Università  che dopo un anno non è stata ancora convocata e manca persino di un censimento. Ci si aspettata un pool di espertissimi che studiasse e monitorasse la situazione magari anche sperimentando cure nuove e invece ci siamo limitati al taglio che non ha prodotto risultati visto che, la sputacchina continua ad infettare. A questo va aggiunto il danno di immagine che non è stato saputo gestire. La Xylella non va a colpire il frutto ma la pianta e non fa male. È passata l’idea che l’olio prodotto non è buono, e nessuno ha detto che l’albero colpito non produce e quindi l’olio in circolazione non ha nulla a che fare con la Xylella. La regione doveva rendersi conto che doveva investire l’Italia e l’Ue perché se viene da oltre i confini è un problema di tutta l’Europa”.

Anche sulla gestione della Pac  Damascelli non risparmia critiche: “È stata una gestione pessima. Gli europalrmanetari italiani sono stati tutti bravi a tutelare i nostri interessi e poi in Puglia Nardoni ha giocato male la partita e ha portato una penalizzazione per gli agricoltori pugliesi”.

La Puglia è anche una regione a vocazione turistica anzi, agricoltura e turismo potrebbero andare a braccetto? 

“Il turismo è un aspetto importantissimo. Abbiamo città straordinarie e bellissime. La Regione dovrebbe spendere molto meno nelle Notti bianche e spingere su una vera attività di incoming, promuovendo oltre al mare, le cattedrali, i borghi antichi, le chiese, i musei, insomma dovrebbe puntare sul turismo culturale e religioso ma anche sul turismo gastronomico. A mio avviso, si dovrebbero creare zone omogenee sviluppando per loro dei pacchetti turistici, io l’ho fatto, ad esempio, quando ero vice sindaco e assessore al marketing territoriale. Fatto per le diverse realtà della Puglia si potrebbe far risaltare ogni peculiarità di questa regione. La Puglia può vivere di turismo, è bella in ogni stagione e questo deve essere un punto di forza”.

Il tempo a nostra disposizione sta per finire. I ragazzi che lo hanno accompagnato in redazione iniziano a scalpitare, forse temono che faccia tardare la scaletta della serata…  devono scappare ad Adelfia per una riunione con il gruppo di “amici” a conferma dei discorsi di gruppo che ci siamo fatti in questa oretta di chiacchiera. In realtà l’intervista sarebbe anche finita ma a questo punto mi viene da chiedergli: ma quando trova il tempo per la vita privata o per le passioni?

“Ne trovo molto poco, è vero. La politica per me è sempre stata una passione, mi appagava farla e rinunciavo agli altri hobby. È chiaro che ora diventa un impegno molto più gravoso e occorrerà farlo con costanza, ciò non toglie che riesco a ritagliarmi del tempo per della corsa magari anche ascoltando un po’ di musica, altro mia passione (ottimizza i tempi anche negli hobby n.d.r.), qualche partita di tennis ci scappa anche se la sera molto tardi e se posso vado anche al cinema a vedere un bel film. Adoro leggere ma confesso che ultimamente arrivo a fine serata molto stanco”.

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Fabio Paparella
Fabio Paparella
Giornalista pubblicista dal 2008. Ha scritto per Cuore Impavido (periodico universitario), Puglia d'oggi e Puglia in che dirige dal 2009. Appassionato di Puglia e innamorato di Bari, dove vive e lavora come funzionario Anci Puglia. Fondatore dell'associazione Scritture digitali. Cerca qualcuno disposto a cambiare insieme lo stato delle cose...

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