Promosso dal Comitato Provinciale per il No si è svolto a Cerignola un incontro pubblico per presentare e spiegare le ragioni del “no” al referendum del 4 dicembre prossimo.
La manifestazione, introdotta da Savino Franzi, coordinatore del comitato cittadino per il “no” Terra di Cerignola, si è svolta presso la sala convegni del Comune di Cerignola. I principali temi della riforma e le sue relazioni con la nuova legge elettorale sono stati illustrati dal prof. Alfredo Calderale, docente presso l’università di Foggia, che non ha lesinato critiche verso l’impianto dell’una e dell’altra: “La riforma costituzionale esautora la politica ed introduce elementi di falsa efficienza che snaturano i principi della democrazia e della libertà. Peraltro, sapere la sera delle elezioni chi vince, non assicura la governabilità, come dimostrano gli ultimi vent’anni di politica in Italia. Non è il bicameralismo che crea ritardi, bensì la volontà politica di fare o non fare una legge; questa legge crea solo confusione e contraddizioni tra le diverse istanze del paese.”
È quindi intervenuto Francesco Bonito, magistrato, che dopo aver espresso il rammarico per una riforma che tradisce lo spirito originario della Costituzione, orientato alla ricerca delle più ampie convergenze, si è soffermato sui presunti risparmi che deriverebbero dalle modifiche approvate dal Parlamento: “Il problema dei costi è falso. Ci sarebbero tanti modi per diminuire il costo della politica nel nostro paese. Questa proposta divide i cittadini, il paese e persino il partito che l’ha avanzata. È necessario garantire l’equilibrio tra i diversi poteri dello Stato e questa legge incide negativamente su questo equilibrio.”
Anche secondo Loredana Olivieri, segretaria provinciale della Cgil, “la Costituzione Italiana non va cambiata, va semplicemente applicata. A partire dall’articolo 1, che sancisce la centralità del lavoro come fondamento della nostra società, al contrario di quanto sta realmente accadendo con le leggi messe in atto dal governo Renzi.”
Ha concluso i lavori il sen. Orazio Montinaro, esponente del Comitato provinciale per il No: “Il sistema costituzionale che ci ha governato fino ad oggi, quello nato dalle macerie del dopoguerra, ha garantito sviluppo, lavoro e innovazione del nostro paese. Oggi, le nuove leggi messe in campo da questo governo puntano a comprimere il salario, senza dare sbocco all’impresa, allo sviluppo e alla ricerca. La riforma costituzionale asseconda le idee della grande finanza internazionale che punta a ridurre ulteriormente gli spazi di democrazia a favore della oligarchia dominante. È ispirata dalla visione dei grandi poteri finanziari, come la JP Morgan. A base della riforma ci sono valori dii modernità, efficienza e velocità soltanto presunti: la verità è che in nome della tecnocrazia si toglie spazio e respiro alla democrazia.”.
Il sen. Montinaro ha anche criticato l’idea che la riforma velocizzerebbe l’iter di approvazione delle leggi, sostenuta dai promotori del “sì”: “A parte l’estrema complessità delle procedure – solo per quanto riguarda il Senato. ci sono sette diversi iter legislativi- , come si può pretendere da un Senato composto da sindaci e consiglieri regionali, che si possano approvare delle leggi nel giro di un mese o perfino quindici giorni? Per tutto questo – ha concluso l’esponente del comitato provinciale per il no – invitiamo i cittadini a votare no al referendum del 4 dicembre.”











