HomePoliticaIl referendum in Puglia. L'analisi dei coordinatori regionali di Azione Nazionale

Il referendum in Puglia. L’analisi dei coordinatori regionali di Azione Nazionale

Da Sergio Fanelli (nella foto) e Vito Ippedico, coordinatori regionali di Azione Nazionale Puglia riceviamo e pubblichiamo un intervento che analizza il voto referendario in Puglia, con un occhio particolare alla situazione del centrodestara alla luce della consultazione e dell’esito delle urne. Eccone il testo.

I pugliesi non hanno avuto esitazione alcuna. La sovranità popolare ha trionfato con larga maggioranza, difendendo la Costituzione dal colpo di spugna volutamente preparato da Renzi e dai poteri europeisti sempre più convinti di poter “soggiogare” l’Italia e gli italiani alle logiche economiche e lobbistiche.

I pugliesi, nel complessivo trend nazionale, hanno “scritto” un vigoroso no. Senza remore o dubbi. Non abboccando alle false e variegate promesse di Renzi e del suo Governo capaci, in piena “bulimia” elettorale, di offrire tutto e di più per avallare la riforma scritta da Bruxelles, ingannevole nei contenuti e nei principi.

Più di un milione e trecento mila pugliesi hanno votato No, raggiungendo una percentuale del 67, 16%, tra le più alte in Italia: picchi ancora più elevati quelli toccati nelle città capoluogo, con Foggia e Brindisi che sfondano il muro del 71%, Bari il 69%, Lecce (65, 48%), Taranto (69,29%), Brindisi 71 , 85%.

E’ una presa di posizione senza appello quella che i cittadini pugliesi hanno voluto infliggere all’apparato “rosso”, che da quindici anni governa la Puglia senza riuscire a risolvere le priorità della Regione. Un Pd autoreferenziale, che non trova pace in nessun comune: i baresi, ad esempio, bocciano la gestione fallimentare del renzianissimo Decaro, mentre i tarantini, non si lasciano “fregare” dal doppiogiochismo del centrosinistra sulla questione Ilva. Il voto del popolo pugliese non è solo referendario: è una chiara presa di distanza dalle amministrazioni di centrosinistra.

Una valanga di no, a difesa della Costituzione e della Sovranità Popolare, contro un Governo deludente e autocelebrativo: le dimissioni di Renzi rappresentano il primo, inevitabile e quanto mai opportuno, passo verso un ritorno alla democrazia partecipativa.
Azione Nazionale ha mobilitato, uomini e risorse organizzative importante per questo Referendum apportando un contributo decisivo: oggi che gli Italiani hanno scelto, non vediamo altra alternativa al ritorno al voto. E’ importante approvare subito e senza tentennamenti una nuova Legge elettorale e poi andare alle urne. In questo, auspichiamo breve, lasso di tempo, il centrodestra deve lavorare per raggiungere la compattezza e l’unità, attorno ad un programma elettorale che possa essere valutato dal popolo inserendo al primo posto non le volontà di Bruxelles ma le esigenze degli italiani: Lavoro, Sicurezza, Economia, Pensioni, Scuola. Le primarie di coalizione, inoltre, darebbero al centrodestra quella ventata di innovazione interna utile per riguadagnare la fiducia del proprio elettorato che, in Italia, rappresenta una maggioranza consolidata.
Primarie e ricambio generazionale: il centrodestra deve muovere questi passi a livello nazionale e, nella fattispecie, a livello locale.

Serve un appeal rigenerato, che possa trasmettere nuova passione alla base riaggregando risorse umane e professionali che, per mille ragioni, si sono allontanate dalla nostra parte politica. Solo così potremo tornare ad esultare, coinvolgendo i disillusi e gli astensionisti, tornando ad essere protagonisti.

AZIONE NAZIONALE – PUGLIA
I coordinatori Regionali Sergio Fanelli e Vito Ippedico

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Redazione
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