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Sale gioco e scommesse, una infornata di 22mila licenze. Che fine ha fatto la legge regionale sulla ludopatia?

Quando fu approvata dal Consiglio regionale della Puglia (era il dicembre del 2013) tutti esultarono come se avessero realizzato la migliore delle leggi per combattere la ludopatia. Competenze ad Asl e Comuni, distanze minime di sicurezza, interventi per contrastare il gioco d’azzardo. La Regione Puglia sembrava in prima fila per contrastare l’eccesso e l’abuso del gioco d’azzardo e lo sfruttamento illegale delle slot machine da parte della criminalità organizzata.

Insorsero anche i gestori delle licenze nazionali dicendo che nella nostra Regione ci sarebbero state ripercussioni dal punto di vista dei posti di lavoro e che la legge approvata aveva diversi profili di incostituzionalità. Tante polemiche ed inchiostro a profusione sui giornali regionali.

Adesso, invece, saranno ben 22.000 le nuove licenze per i concessionari di slot machine e centri scommesse che verranno rilasciate in tutta Italia con la prossima legge di stabilità, da un lato, mentre dall’altro lato c’è una legge regionale mai applicata e largamente inattesa (e non è solo la Puglia ad avere una normativa del genere).

A denunciarlo sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. La legge regionale pugliese n. 43/2013 nella quale si chiede che ci sia una distanza di almeno 500 metri tra questi centri di gioco e i centri di socialità: “questa legge non solo non è mai stata rispettata ma non è mai neanche sorto l’osservatorio regionale per la diffusione del gioco d’azzardo (Gap) richiesto dalla stessa norma. Ci chiediamo – proseguono i consiglieri pentastellati – come si possa pensare di far cassa sulla pelle dei cittadini? Mentre si dice di voler tagliare la Tasi, si taglia sulla salute e si incentiva il gioco patologico. Gli italiani pagheranno di più per curarsi proprio per le azzardopatie e per ripagare i debiti.“

Le ludopatie sono sempre più un incubo sociale, da una recente stima del Cnr di Pisa infatti, sono già tre milioni gli italiani a rischio, con un giocatore su due dal profilo «patologico». E proprio mentre ricercatori e sociologi tornano ad accendere i riflettori su un fenomeno progressivamente in crescita, la politica da un lato archivia le preoccupazioni, congelando il disegno di legge per il contrasto al gioco d’azzardo in stand by da giugno presso la commissione Bilancio, e dall’altro aumenta il numero delle licenze nella prossima legge di stabilità.

“Siamo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale. – insistono i consiglieri cinquestelle – La ludopatia è infatti una dipendenza vera e propria, classificata nel DSM V, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, come “disordered gambling“, ossia gioco problematico. Ad oggi il governo Renzi, dello stesso partito del Presidente della Regione Puglia, si preoccupa di aumentare il numero delle concessioni ma non di aumentarne la tassazione.”

“Ci chiediamo – concludono i pentastellati – come si porranno di fronte a tale assurdità i parlamentari del Pd che si professano contro la ludopatia. Come sempre, quando si ha a che fare con il Pd, le parole non vengono mai seguite dai fatti”.

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Roberto Mastrangelo
Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.

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