HomePoliticaSalvini, Napoli e le proteste. Centri Sociali? Ci vediamo in Piazza Plebiscito

Salvini, Napoli e le proteste. Centri Sociali? Ci vediamo in Piazza Plebiscito

Una Manifestazione così ricca di impasse e tensioni è difficile da ricordare. Il Segretario federale della Lega Nord si battezza a Napoli per carburare “Noi con Salvini”, la creatura che da fine 2014 lo sostiene nel Mezzogiorno.

Una sala da 2mila posti quella che Sabato 11 Marzo alle 17.00 avrebbe ospitato il suo comizio, ma subito cominciano i problemi. Anzitutto, il Comune con il Sindaco De Magistris non ha risparmiato feroci attacchi al leghista, avendo dato parere negativo per il PalaCongressi Mostra d’Oltremare, di cui è proprietario per il 70%. La forza pubblica però scavalca il potere consigliare, e indica quella sala come “più idonea a garantire la sicurezza dell’evento.”

Tutto ciò fila liscio sino alle 19.00 di Venerdì 10 Marzo, quando dopo l’occupazione da parte dei Centri sociali della sala convegni, la Prefettura revoca l’autorizzazione a Salvini e la Mostra scinde unilateralmente il contratto: “Restituiremo gli oltre 10mila euro versati, come da prassi per eventi di questo tipo.” È panico democratico, il Segretario si sfoga sdegnato: “Che schifo, a Napoli lo Stato non esiste. Ma io ci sarò comunque per rispetto delle migliaia di persone che accorreranno.”

Rimbalza sui media di ogni dove, chiaramente è violato il diritto Costituzionale di esprimersi, e Carta alla mano, il Ministro degli Interni Minniti interviene, precettando la Prefettura ed il Comune, l’evento ci sarà, la sala pure.

La prossima volta che vengo a Napoli la manifestazione la facciamo in piazza del Plebiscito, così vediamo. Posso aver sbagliato in passato, ma non ho intenzione di sbagliare sul futuro, e il futuro dell’Italia è il rispetto delle diversità all’interno del Paese.” Apre così il suo intervento Matteo, duro e indispettito: “Vorrei che i conigli dei centri sociali fossero scesi in piazza contro la camorra ma forse hanno paura perché qualche mamma o papà con la camorra ci campa.” E infatti la Città diventa una triste polveriera, tre persone arrestate, tre denunciate in stato di libertà, trentaquattro persone contuse di cui 28 appartenenti alle forze dell’ordine. Un centinaio di violenti ha tentato di sfondare i cordoni di sicurezza in Piazzale Vecchio, Viale Terracina e in Via Giulio Cesare, ove c’è stata carica per disperdere i manifestanti che smerciavano sassate.

Distrutte autovetture, incendiati e ribaltati cassonetti, rimossi segnali stradali ed imbrattata la città. Fuorigrotta è stata uno scenario tristissimo di antidemocrazia e di idiozia ideologica. I centri sociali non hanno danneggiato la Lega, ma la loro città ed i loro residenti.

De Magistris dovrebbe dimettersi invece mi accusa di essere un nazifascista. Lo porterò in tribunale. Il responsabile di quello che è successo oggi a Napoli è lui, amico dei centri sociali. Che io possa fare battaglie scomode per qualcuno ci può stare, per me va bene. Ma continuo a fare ciò in cui credo ed è facile che venga accusato di islamofobia o altro da sinistra. Ma quello che è successo a Napoli non l’avevo mai visto. E la cosa più grave è l’appoggio dato dal sindaco. È pure magistrato. Mi dispiace per la città e per le Forze dell’Ordine. Perché questi poi non ce l’hanno contro Salvini, è proprio che non hanno la testa a posto.” La stoccata finale: “E poi, parliamoci chiaro, io qualche centro sociale me lo trovo appresso anche se vado a una comunione. Però, una cosa come questa di Napoli non l’avevo mai vista.”

L’altra faccia della medaglia tuttavia si è vissuta all’interno della kermesse, tra selfie, sorrisi, testimonianze e adesioni da tutto il Sud Italia. Un clima sereno, Salvini ha potuto portare avanti il proprio incontro senza difficoltà alcuna e con l’appoggio della sua gente.

Resta intollerabile la guerra civile, tra l’altro da chi predica accoglienza.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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