HomePoliticaSchiaffo alla Merkel, la Germania vira sul populismo

Schiaffo alla Merkel, la Germania vira sul populismo

Nelle elezioni del land orientale della Germania, la CDU (Cristiano-Democratici) di Angela Merkel scivola al 19,00%, registrando il suo peggiore risultato di sempre. L’AFD (Alternativa per la Germania) con il 20.8% ottiene un exploit stratosferico che schiaccia una linea governativa molle, infatti già alle scorse elezioni di quattro anni fa la Merkel non aveva ottenuto un gran successo, ed ora retrocede di ulteriori quattro punti percentuali.

A vincere comunque è stato il partito social democratico (Spd) con il 30.6%, eppure anch’esso lascia sul campo ben cinque punti percentuali rispetto al passato. Frauke Petry, leader dell’Afd commenta: “Angela Merkel si rovescia da sola. Lei e l’Spd illudono i cittadini, che si tratti di finanza o di crisi dei migranti, sono sul punto di liquidare questo Paese e per questo le persone votano Afd.”

Un incontrovertibile segno dei tempi che sta dimostrando tutta la fragilità di un costrutto europeo senza appigli forti e senza l’egida di una politica economico-sociale in grado di reggerne il peso e di darne lustro ai cittadini. Una piramide che aveva cominciato a sfaldarsi dalle basi, alle fondamenta, con le crisi dei debiti sovrani, le bilance commerciali impari, la moneta troppo forte, ecc. Tuttavia erano acciacchi che riguardavano i Paesi “deboli” (Grecia, Spagna, Portogallo, Italia) di questa Unione.

Adesso invece traballa anche la punta di diamante dell’Europa, quella Germania tanto forte quanto avvantaggiata dai surplus commerciali, dal dumping salariale e dagli spread bassissimi per i suoi bond. La bolla dei migranti, la scarsa prospettiva di crescita per i lavoratori, e il sentore che un grande bluff e un grande sogno possano finire, stanno lanciando segnali inequivocabili alla Cancelliera. Che si tratti di un preavviso di sfratto?

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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