Ci ha lasciato questa sera all’età di 84 anni monsignore Alberto D’Urso, già parroco della parrocchia Santa Croce in Bari, fondatore e presidente della Fondazione Antiusura di Bari, oltre che presidente Consulta Nazionale Antiusura.
A dare l’annuncio della scomparsa è stato l’Arcivescovo di Bari Bitonto, S. Ecc. Mons Giuseppe Satriano. “Il Signore che dispone i tempi del nascere e del morire gli doni la ricompensa eterna e la gioia senza fine. Nella comunione dei Santi, eleviamo al Signore una preghiera di suffragio e di ringraziamento per la sua fedeltà a servizio della Chiesa”. Questo parte del messaggio della Diocesi.
Non sono ancora note luogo della veglia funebre e data del funerale.
Il suo impegno nella lotta all’usura
Nato ad Acerno (SA) il 27 aprile del 1938, è stato ordinato presbitero il 2 luglio del 1961. Ha svolto il suo servizio a favore della Chiesa diocesana e nazionale ricoprendo gli incarichi di Vicario Episcopale Territoriale Bitonto-Palo; Direttore dell’Oasi Santa Maria di Cassano Murge (BA); Direttore Diocesano, Responsabile regionale e Consigliere nazionale Uac – Unione Apostolica del Clero; Presidente Consulta Nazionale Antiusura; Presidente Fondazione Antiusura S. Nicola e SS. Medici; Assistente Regionale MIEAC – Movimento di Impegno Educativo di Azione Cattolica; Cappellano Compartimento Ferrovie dello Stato; Prelato d’onore di Sua Santità.
La Consulta nazionale antiusura, oggi consta 33 Fondazioni in Italia, ora presieduta da Luciano Gualzetti.
“La sua missione – dichiara il presidente della Consulta- di servizio alle vittime di usura, ai poveri e alle persone indebitate proseguirà attraverso i volontari e tutte le persone che ha scagionato dalla trappola dell’usura. Attraverso le Fondazioni antiusura la Chiesa è in grado di offrire un esempio di apostolato competente e perseverante nei confronti delle famiglie flagellate dai debiti. Gli siamo riconoscenti per aver dato vita ad un percorso di denuncia e di lotta ad una piaga sommersa, che si nutre silenzio e omertà. Girò tutte le diocesi del Paese per reclutare persone disponibili a mettersi al servizio delle persone a cui l’usura aveva tolto ogni speranza di vita”.











