Una icona può sopravvivere al tempo e a se stessa? Si, e ci si può riciclare anche cambiando orientamenti sessuali. La Barbie, bambola più venduta al mondo in produzione dal 1959 e a sua volta commercializzata dalla statunitense Mattel, colosso dell’industria dei giocattoli, oggi si presenta in una veste particolare.
Nello spot di lancio del modello “Moschino” in edizione limitata per soli 700 modelli andati già a ruba, c’è un maschio a promuoverne l’acquisto. La bambola si presenta con 8 accessori griffati e tra le bimbe tirate a lucido come giovani donne, ha fatto eco l’ambigua presenza di un bimbo che esulta: “E’ così grintosa!”
Probabilmente la strategia commerciale punta a cavalcare il surf del politicamente corretto in nome di un asessuato appiattimento dei canoni di vita.
C’è soltanto da chiedersi se, oltre a generare confusione e sdegno tra i contrari della teoria gender, davvero i ragazzi siano attratti dai giochi solo in base alle convenzioni sociali e non per istinti ormonali.











