Il Lecce ribalta una partita che si era messa male dopo soli 2 minuti, batte il Cosenza e diventata la nuova capolista del campionato di calcio di serie B (insieme al Brescia). Si ritrova in svantaggio per 1 a 0, dunque, ma è bravissimo a rimanere sé stesso e a, con pazienza, ricominciare a giocare come poche squadre sanno fare in questo momento. Il Cosenza ha il grosso merito di essere entrato in campo con convinzione e con tenacia e aver aggredito subito il Lecce sfruttando le fasce laterali e la velocità nelle ripartenze.
La partita

Il match inizia a mille. Le squadre non hanno tempo di pensare. Al secondo minuto un ottimo assist di Tutino mette Embalo nelle condizioni di battere Vigorito da due passi. La doccia fredda non gela, però, gli uomini di Liverani che, come detto, ricominciano a macinare strada, a cercarsi e a cercare la combinazione giusta. Come al solito il centrocampo è roba di Petriccione il quale detta i tempi. Però il vero mattatore giallorosso è Filippo Falco dal cui piede sinistro partono, lo diciamo per l’ennesima volta, tutti i pericoli del Lecce. I giallorossi riescono a pareggiare dopo appena tre minuti con una splendida combinazione di La Mantia che serve Tabanelli fuori dall’area di rigore. Il centrocampista prende la mira e batte all’angolino destro il portiere Perina che forse parte un po’ in ritardo o per la distanza o perché non lo vede bene. La partita è di nuovo in parità e le due squadre si continuano ad affrontare a viso aperto. Il Cosenza, come detto, gioca un ottimo primo tempo, aggredisce e allo stesso tempo cerca di non scoprirsi perché sa quanto è pericoloso il Lecce in attacco. Del resto il Cosenza nelle ultime giornate è stato in grado di fermare Pescara e Palermo e di perdere solamente al novantaquattresimo contro Brescia dopo essere andato in vantaggio per 2-0. Tra il 25esimo e il 27esimo minuto del primo tempo Embalo ha due occasioni e al 33esimo è Falco di testa a provare a fare qualcosa. Il risultato, però, non si sblocca.
Nel secondo tempo entrano in campo due squadre diverse, o almeno il Cosenza sembra tale. Per far capire come sono messe le cose, il Lecce inizia dai primi minuti a pressare e a cercare il tiro anche da fuori. Hanno due occasioni prima Calderoni e poi Mancosu. Al 52esimo anche Falco prova il tiro da fuori ma la mira non è giusta. L’unica azione del Cosenza arriva con un tiro di Garritano al 55esimo parato da Vigorito. Il Lecce è aggressivo e ora ha in mano il gioco, il campo, e detta i ritmi. Al 57esimo Arrigoni prova il tiro dalla distanza ma la palla finisce fuori. A quel punto Liverani decide di far entrare Tachtsidis finora in panchina. La prima impressione, visto il desiderio di giocare, di lottare e di scambiare il pallone del greco, è che la panchina gli abbia fatto bene. Fra il 60esimo il 63esimo il Lecce trova la doppietta che decide il match. Prima è Petriccione a servire sulla testa di La Mattia un pallone che l’attaccante romano deve spingere in rete ma non senza difficoltà. È bravo, infatti, a sbucare tra ben due difensori del Cosenza. Poi, invece, il secondo gol del 19 leccese arriva di piede e l’assist da Mancosu. È una doppietta significativa, è una doppietta che vuol dire primo posto, è una doppietta fortemente voluta dall’attaccante che nel primo tempo è rimasto un po’ in ombra nonostante abbia fatto comunque un grande lavoro anche di sacrificio. Il Cosenza è frastornato da questa botta e non rientra più in partita. Il Lecce decide di tenere palla e di gestire il vantaggio. Non succederà molto fino alla fine a parte le standing ovation a La Mantia e a Falco e i cori da parte dei tifosi giallorossi che rivendicano con orgoglio il ruolo di capolista del campionato.

Le interviste
In sala stampa si presenta prima Braglia l’ex del match che parla di due tempi diversi: di un primo tempo molto dispendioso e giocato bene da parte dei suoi uomini. Tempo che però ha portato necessariamente al calo successivo. Calo che è stato sfruttato dal Lecce che ha giocato una grandissima ripresa e che, come si aspettava lui, è una grandissima squadra. Ha sottolineato il fatto che la partita è trascorsa senza nessuna ammonizione e questa è una cosa che ha rimproverato ai suoi giocatori perché, secondo il tecnico, non puoi presentarti sul campo del Lecce e non lottare. È mancata la cattiveria. Ha evidenziato il fatto che il Cosenza nelle ultime giornate ha affrontato tutte le big, e ha equiparato sostanzialmente Pescara Palermo Lecce e Brescia dicendo che meritano tutte i primi posti. Quando è stato il turno di Liverani il tecnico romano ha sottolineato per prima cosa il buon momento dei giocatori del Lecce che sono in fiducia e che stanno giocando bene. La partita è stata difficile, ha detto il tecnico, soprattutto perché è partita male con quel gol subito in ripartenza, nonostante in settimana i giocatori avessero lavorato proprio su quel momento. In seguito ha fatto notare che recuperare questa partita andando a rischiare molto con un avversario che ha due attaccanti pronti a ripartire non è stato semplice e ha significato molto. Il Cosenza ha giocato esattamente come aveva preparato la gara, però nel secondo tempo il Lecce è uscito non c’è stata alcuna storia. Ha sottolineato parlando dei singoli, i problemi di Tachtsidis relativi alla stanchezza e quelli di La Mantia che è uscito prima proprio per rifiutare. Ha sottolineato che Arrigoni ha comunque svolto un ottimo lavoro (anche se ha caratteristiche diverse da Tachtsidis) gestendo bene due attaccanti veloci. Tachtsidis è entrato subito in partita ed è un giocatore importante per il Lecce ma va gestito bene. Ha sottolineato, inoltre, che le tre vittorie in una settimana sono importantissime perché oltre ad avere conquistato 9 punti era importante dare continuità in termini di gioco e di risultati. La condizione fisica è un punto di forza in questo momento ma è accompagnata dal buon momento mentale. La squadra è matura. A parte l’ingenuità presa sul gol di Garritano, ha visto quello che vuole vedere, il gioco e le certezze. I gol sono arrivati da giocate rapide così come erano stati preparati in settimana. Le giocate rapide servono a mettere in difficoltà gli avversari. Infine ha toccato il punto “primi in classifica”. Liverani ha detto che i tifosi devono crederci perché sognando danno carica, generosità, spinta, forza ed entusiasmo ai giocatori. Però per i giocatori il ragionamento è diverso. I giocatori devono pensare che non si è fatto ancora nulla e che il campionato è ancora lungo.






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