Ancora oggi sono numerosi i pregiudizi nei confronti dei Meridionali, diffusi anche dai mass media. Basti pensare che uno studio del sociologo veneziano Cristante dimostra che nei mass media italiani prevale da tempo la narrazione di un Sud criminale e corrotto, nonostante i dati ufficiali sui tassi di criminalità e corruzione in Italia vedano il Sud tutt’altro che primeggiare. O, andando indietro nel tempo, non si può tralasciare che la scuola positiva di Lombroso, nella seconda metà dell’Ottocento, considerava i Meridionali addirittura biologicamente delinquenti. E ancora, lo storico britannico Duggan evidenzia che questa deriva razzista verso il Sud deflagrò all’Unità bollando i Meridionali come innatamente barbari e inferiori. La nota “Questione Meridionale” appare ai giorni nostri tutt’altro che risolta.

Marco Ascione è l’autore di Italós, presentato alla Camera dei Deputati il 4 luglio 2018, ed è l’artefice di diverse e clamorose ricerche realizzate per l’Eurispes, fra esse quella sugli 840 miliardi di euro che il Sud si è visto “soffiare” in diciassette anni. Nel suo nuovo libro “Siamo meridionali”, pubblicato da Compagnia editoriale Aliberti, Ascione, con dati e numeri inconfutabili alla mano, dimostra che la narrazione di un Sud irredimibile è assolutamente falsa. Come altrettanto falsa appare la linea di pensiero secondo cui sarebbe da ritenere inutile l’impiego di fondi per risollevarne le sorti.

Le fuorvianti narrazioni, a giudizio dell’autore, consentono, invece, un’illegale e ininterrotta privazione di denaro al Sud, con il Nord che ha nel (sempre più povero) Sud il vitale mercato di smercio dei suoi prodotti. Dalle pagine del libro emerge come l’economia e la società italiana siano tra le più precarie e compromesse dell’Occidente. All’attuale scenario contribuiscono anche lo strutturato sistema di corruzione, le mafie, la loro trattativa con lo Stato, la politica fatta a “casta”. Tutti fenomeni che, secondo l’autore, affondano le loro radici in un unico peccato originale, ossia la maniera deviata in cui l’Unità d’Italia venne portata a compimento.

Un libro da leggere tutto d’un fiato, le cui pagine rappresentano un autentico pugno nello stomaco per chi crede, o fa finta di credere, ad una verità confezionata ad arte ma che troppo spesso si rivela fallace. Prefazione firmata da Pino Aprile.

 

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