Nell’ultimo giorno utile per pubblicare i sondaggi elettorali, prima del periodo di silenzio imposto dalla legge, si moltiplicano i media che hanno affidato ad importanti agenzie il compito di delineare il possibile scenario che scaturirà dal voto del prossimo 4 marzo.

Una forte astensione, una ampia fetta di italiani (circa 1 su 3) che ancora non hanno deciso a chi affidarsi per il Governo del Paese e sostanzialmente un voto incapace di esprimere, anche per le scelte di questa legge elettorale, maggioranze stabili in grado di governare senza fare ricorso ad alleanze o “grandi intese” alla tedesca (dove però c’è una legge che lo impone in determinate condizioni di equilibri tra i partiti e le coalizioni).

Il quadro che viene fuori dalla rilevazione della Ipsos per il Corriere della Sera parla di una netta affermazione del centrodestra, che prenderebbe 283 seggi (129 Forza Italia, 101 Lega, 39 Fratelli d’Italia, 14 Noi con l’Italia-Udc) contro i 158 del centrosinistra (136 Pd, 18 +Europa, 4 Insieme), i 152 di M5S e i 24 di LeU. Maggioranza assoluta in Parlamento, dunque, inesistente e governabilità impossibile sic et simpliciter.

Come preferenze ai partiti i sondaggi parlano del M5S al 28,6%, il Pd al 22,6%, Forza Italia al 16,3% e la Lega al 13,2%, con tutti gli altri a quote inferiori (LeU al 6,1%, FdI al 4,3%, +Europa al 3,1%, Noi con l’Italia-Udc all’1,8%).

Una tendenza, questa, di prevalenza del centrodestra senza però superare la soglia del 40% (che garantirebbe la governabilità) confermata anche nei sondaggi precedenti. Il centrodestra continua a essere la forza con più appeal elettorale, ma la sua spinta espansiva sembra essersi fermata, anzi segna una lieve contrazione rispetto a circa un mese fa. quando i sondaggi segnalavano una forbice maggiore soprattutto rispetto al centrosinistra.

Secondo l’istituto Demos, le preferenze dei partiti non si discostano di molto, con M5S che si avvierebbe a diventare il primo partito, superato dalla somma dei voti di Forza Italia e Lega (insieme intorno al 29,5%), L’area grigia di coloro che non sono indecisi o che si dichiarano propenso all’astensione rappresenta sempre circa 1 terzo degli elettori.

Interessante è anche la domanda su chi sarà vincitore di questa tornata elettorale. Diminuiscono le risposte di chi è convinto che non ci sarà nessun vincitore e che sarà necessaria una grande coalizione, mentre sono in aumento le risposte su una vittoria possibile del centrodestra.

Insomma, secondo i numeri diffusi quest’oggi lo scenario che si prospetta è di un sostanziale stallo. Un nodo politico che rischia di trascinarsi a lungo e di portare o a nuove elezioni (ma in questo caso non sarebbe più utile prima un accordo per cambiare una legge che dimostra tutte le sue pecche) o a una larga intesa per garantire su pochi punti programmatici un governo all’Italia dei prossimi anni.

Non a caso uno dei principali punti di discordia all’interno dei partiti, soprattutto nel centrodesta, è proprio la possibilità di una intesa con altre forze politiche. Lega e Fratelli d’Italia hanno già programmato il loro “anti-inciucio day”, mentre Forza Italia lascia intendere che in caso di mancato superamento della soglia del 40% (ma Berlusconi si dice possibile sul punto) una alleanza allargata non è impossibile.

E quindi non resta, da oggi, che restare ad aspettare e continuare a parlare della campagna elettorale, collegio per collegio, alla ricerca di quel voto in più che potrebbe essere determinante.

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Roberto Mastrangelo
Coordinatore Redazionale del progetto PugliaIn.net. Socio fondatore dell'Associazione Scritture Digitali, in passato giornalista per il Movimento, Roma, il Patto, il Resto, l'Indipendente, Puglia d'Oggi, Cerca la domanda scomoda da fare nel momento peggiore.