HomeCulturaCon Stan Sulzmann inizia la stagione del jazz a Bari

Con Stan Sulzmann inizia la stagione del jazz a Bari

Sarà stata anche un’anteprima ma di fatto con il concerto di Stan Sulzmann è cominciata ufficialmente la stagione jazzistica barese. Nel gioco del jazz opera scelte attente e oculate grazie al suo direttore artistico, il maestro Roberto Ottaviano: “Una colonna del jazz” così egli ha definito il collega sassofonista Stan nel presentarlo al pubblico sul palco del teatro Forma.

Sulzmann a 68 anni vanta una lunga carriera di musicista a fianco di artisti internazionali di assoluto prestigio, da Clark Terry a Gil Evans, da John Taylor a Kenny Wheeler, senza disdegnare collaborazioni più leggere come quella con Paul Cartney. Molti lo hanno già ascoltato, magari distrattamente, nella sigla della serie televisiva “Poirot”.

Il live set ha visto al suo fianco una band d’eccezione: alla batteria Enzo Zirilli, un torinese che vive da 12 anni a Londra, dove è entrato di diritto negli ambienti migliori del jazz d’autore; Jim Hart, giovane e talentuoso vibrafonista, emergente della scena londinese (appunto!); il nostro Maurizio Quintavalle al contrabbasso, “attento, preciso, musicale, intonato” come lo ha definito il maestro Moricone.

Nell’economia del concerto senz’altro la differenza l’ha fatta il vibrafono, strumento insolito sui nostri palcoscenici, anche se nella storia del jazz ha una tradizione importante (Lionel Hampton e il Modern Jazz Quartet). Jim Hart ha svolto con maestria quello che abitualmente è il compito del pianoforte, riuscendo a dare vivacità, entusiasmo e freschezza, laddove proprio Stan si mostrava un po’ stanco ed appesantito: virtuosismo e abilità hanno consentito lunghi assolo di vibrafono, letteralmente rubando la scena e strappando appalusi. Sulzmann ha svolto un lavoro d’esperienza come ci si aspettava, in cui però l’ispirazione sembrava codificata e appiattita da un rapporto limitato alla routine. Pertanto non si è mai avuta l’impressione di un gruppo con un leader, ma quella di un collettivo coeso volto a cercare l’emozione dell’istante creativo. Così accanto all’inclinazione melodica di Stan, all’approccio luminoso e creativo del vibrafono e della marimba di Jim, hanno brillato la versatilità di Zirilli con il suo groove intenso e la professionalità di Quintavalle. E in realtà la sezione ritmica avrebbe meritato anche un maggiore spazio negli assolo.

Sono state eseguite composizioni originali di Sulzmann, ma non sono mancati omaggi soprattutto a Kenny Wheeler, Lee Konitz e Jerome Kern.

Il finale ha riservato un bis a sorpresa: sul palco è salito Roberto Ottaviano con il sax soprano ed è nata una (purtroppo) breve jam session dedicata a Charlie Parker con la sua “Cheryl”. Che i due abbiano provato a sufficienza o no non lo sappiamo, ma la jam è da ascrivere fra le cose migliori, più vive e riuscite della serata. Due grandi sax a confronto per un concerto eccellente; e se il buongiorno si vede dal mattino la stagione di “Nel gioco del jazz” si è presentata nel migliore dei modi.

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