Con La prossima a Destra (Minerva Edizioni, 160 pagine, 15 euro), Francesco Storace, leader de La Destra, racconta vent’anni e più di storia della Destra italiana utilizzando aneddoti, episodi e retroscena che aiutano a ripercorrere le vicende ormai consegnate alla storia della politica nostrana. Un libro agile e veloce da leggere, che fa scorrere la memoria del lettore tra le varie vicende e gli uomini che hanno caratterizzato una comunità, quella post fascista, negli ultimi vent’anni.
Evidente, sin dai primi paragrafi il monito che lancia Storace alle nuove generazioni che si affacciano alla politica mettendoli in guardia sulla pericolosità del potere e contraponendo ad esso la forza e la virtù di valori, ideali e coerenza che possono tenerti lontano dalle tentazioni.
Sfogliando il libro, si incontrano una infinita di nomi della destra italiana ma su tutti emergono tre uomini importanti per la destra e per Storace. Giorgio Almirante, fondatore della moderna destra democratica e riferimento forte per l’autore; Gianfranco Fini, l’uomo che ha condotto la destra dalle “fogne” al governo, fino al precipizio del Pdl e, infine, Gianni Alemanno, insieme a Storace, anima della “destra sociale”.
Tra gli innumerevoli aneddoti, alcuni anche molto divertenti come l’ingresso in Consiglio dei Ministri senza cravatta e il brillante Berlusconi che gli regala una cravatta di Marinella e la pronta replica dell’autore “domani vengo nudo” o il falso dossier su Rutelli che fece trepidare “Cicciobello”.
Non mancano pagine su avvenimenti più seri come la vicenda del Laziogate o il ricordo dei militanti morti negli anni di piombo, nè mancano pagine, anzi capitoli dedicati alle sue esperienze da Ministro e da Presidente di Regione.
Una carellata di ricordi, che fanno emergere la passione politica, la coerenza e la brillante ironia dell’autore in uno scritto genuino da leggere tutto d’un fiato.











