Succede tutto in due minuti, dal 50′ al 51′: prima passa il Venezia con Citro e poi pareggia il Lecce con Palombi. Il pareggio dà un po’ di movimento alla classifica giallorossa ma non serve per restituire il terzo posto in solitaria agli uomini di Liverani.

La gara è, tutto sommato, piacevole e il Venezia gioca più da zona blu che da zona rossa, per dirla in termini Sanremesi. E’ attenta ma allo stesso tempo in attacco è pronta a pungere. Citro rappresenta una spina nel fianco, Garofalo sulla sinistra scende e crea scompiglio, Vicario compie dei buoni interventi per tenere i suoi in partita. Sul fronte leccese, buone notizie per il recupero di Falco (subentrato nel secondo tempo), ma un passo indietro per quanto riguarda Tachtsidis, stasera un po’ impreciso. Fin troppe volte i giallorossi cercano il gol da fuori, ma evidentemente non è serata.

Il primo tempo mostra un Lecce subito vivace e un Venezia cauto a non scoprirsi. Tachtsidis prova a verticalizzare molto e Mancosu, come se sentisse la mancanza di Falco, o per sopperirla, cerca di inventare. La prima mini-occasione è, però, per il Venezia. Lombardi serve bene in profondità Citro che scivola calciando facendo arrivare il tiro debole tra le braccia di Vigorito. I primi quindici minuti passano senza scossoni.

Una bella azione del Lecce (al 15′) inaugura un tempo contraddistinto da molte occasioni, ma pochi pericoli. L’azione viene completata da Tachstidis che, da fuori, prova di sinistro a calciare rasoterra. Vicario è attento. A questo punto i salentini intensificano gli attacchi collezionando angoli su angoli. Sugli sviluppi di uno di questi il Venezia prova a sfruttare un errore di Vigorito che, però, rimedia subito dopo bloccando con i piedi fuori area gli attaccanti veneti. Al 26′ è Mancosu a provarci, dopo essersi imbucato nella difesa avversaria calciando verso Vicario che, ancora una volta, respinge. Il Lecce vuole il vantaggio: Haye, Lucioni e Venuti ci provano da fuori. Ad onor del vero quello di Venuti è un tiro-cross ma riesce ad arrivare pericolosamente sul palo rappresentando, di fatto, l’occasione più ghiotta della prima frazione. I padroni di casa, però, non sono del tutto assenti. Anzi. Terminano il tempo con due occasioni per Citro. In entrambi i casi il tiro viene fermato da Vigorito.

Nel secondo, come detto, succede di tutto. Al 47′ Calderoni, dal limite dell’area, lascia partire un sinistro che sfugge dai guanti di Vicario e sbatte sul palo. Dall’illusione per il vantaggio si passa alla mazzata. Citro ruba il tempo alla difesa leccese, tre minuti dopo, e batte di sinistro Vigorito sfruttando un bel pallone in arrivo dalla sinistra. La replica del Lecce è immediata. Cross dal centrocampo per La Mantia che, di testa, serve Palombi il quale, anche lui di testa, poggia la palla in gol a Vicario battuto.

Da qui è più Venezia che Lecce. Garofalo al 58′ e Vrioni all’84’ rischiano di rovinare il campionato leccese. In entrambe le occasioni è fondamentale l’intervento del 22 leccese.

Per il Lecce un tiro senza pretese di Tabanelli, un incursione in area di Venuti e un colpo di testa alto di Mancosu. Alla fine ai punti, soprattutto per quanto mostrato nel primo tempo, l’avrebbe vinta il Lecce ma la boxe è un altro sport.

Tra i migliori in campo sicuramente spiccano le prove di Vigorito e Palombi per il Lecce. Bene anche Venuti, mentre Calderoni, al di là, del palo è a volte impreciso al cross. Per i padroni di casa grande prova di Citro che, duettando con Pinato, ha dato filo da torcere a Lucioni e compagni, ottimo primo tempo inoltre di Vicario.

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