Finisce 1 a 1 Lecce-Como e i giallorossi si ritrovano, dopo due partite, con un solo punto in classifica.
A voler esaminare il match, c’è da dire che la prima cosa che salta agli occhi è la difficoltà dei giallorossi ad andare in gol. Se eravamo, infatti, abituati ad una difesa ballerina, dall’altro reparto un solo gol in centottanta minuti sono davvero una stranezza se pensiamo agli ultimi anni.
Andando avanti, c’è ancora da dire che rispetto a Cremona, qualcosa in più si è visto soprattutto in termini di gioco. Rimane la difficoltà a concludere. Non è un caso che l’unico gol arriva grazie a un calcio di rigore.
Infine, volendo giudicare i singoli c’è da sottolineare la prestazione dannosa, abbondantemente sotto la sufficienza, cui si contrappone la buona prova dell’attivo Gendrey (già visto a Cremona). Il terzino destro migliora e tanto. Hjulmand meglio da play, e Tuia si conferma un buon centrale. In attacco bene Strefezza, da rivedere Olivieri.
Primo tempo
La prima frazione di gioco è, tutto sommato, piacevole, pur sempre rimanendo nel così detto calcio d’agosto. Baroni manda in campo Vera per Gallo e Helgason per Blin.
Tuttavia l’avvio è da dimenticare per Helgason, un pallone perso a centrocampo e un’ammonizione dopo 5 minuti.
Il Como parte meglio e ha anche una chance con Cerri con una girata al volo di destro.
Il Lecce al 18esimo, dopo qualche minuto di segnali positivi, trova una giocata interessante. Hjulmand libera Olivieri che, però, in diagonale non impegna Gori.
Coda viene servito poco e male. Fino al 21’ quando Strefezza e Helgason duettano bene e l’ex spallese mette dentro una palla interessante. Il colpo di testa sarebbe anche buono, ma Gori è bravo a parare sulla sua destra.
Il Como risponde al 24esimo con La Gumina che supera Gendrey e calcia alto in porta.
Un minuto dopo è Strefezza a provarci dalla distanza. Sugli sviluppi dell’angolo è Tuia a impensierire Gori. Non è tanto, ma sono segnali di vita per i giallorossi.
Alla mezzora Strefezza trova la deviazione aerea su cross di Hjulmand. Il Lecce diventa piacevole.
Dopo otto minuti Gendrey lancia Coda che calcia dal limite dell’area. Un rimpallo della difesa del Como aiuta Gori nella parata, comunque, complessa dopo il tocco del difensore Scaglia. Tutto riprende, ma Marchetti decide di consultare il VAR.
E’ rigore, per fallo di mano. Coda, freddamente, trasforma battendo Gori sulla sua sinistra e portando in vantaggio il Lecce. Dopo due minuti, però, il Como pareggia. Cerri di testa salta più in alto di tutti e sfrutta un ottimo assist proveniente dalla destra.
Il secondo tempo
La frazione di gioco non dice niente di più. L’inizio è confuso e all’insegna degli errori. Le due squadre non fanno nulla per conquistare il bottino pieno. Le due occasioni più grosse, paradossalmente, le ha il Como. Entrambi al minuto 74. Prima Solini sugli sviluppi di un calcio piazzato si ritrova a poter calciare in porta da buona posizione. Il difensore, tuttavia, calcia alto sopra la traversa. Poi La Gumina tenta una rovesciata difficile da eseguire. Stesso risultato. La partita finisce dopo quattro minuti con il punteggio di 1 a 1.











