Cosa direbbe Domenico Modugno se fosse qui, oggi, nell’Italia e nel Sud della crisi e della rassegnazione? Cosa può raccontarci Mister Volare in un tempo in cui “avere i piedi per terra” sembra essere l’unica cosa da fare?
In scena a Taviano nel giorno della sua nascita, il 9 gennaio, all’interno del cartellone organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese, Penso che un sogno così non è un omaggio a Domenico Modugno, né uno spettacolo sulla sua vita o il suo percorso artistico. Il celebre cantante pugliese, con tutto il suo carico di umanità, è piuttosto un interlocutore concreto, un compagno di viaggio con cui confrontarsi, emozionarsi, riflettere. Modugno è una cartina tornasole per provare a domandarci chi siamo o chi stiamo diventando, e come stiamo portando a compimento il nostro sogno personale – se stiamo provando a farlo.
Messo in scena da Temenos – recinti teatrali e dalla cooperativa InDisciplinati, Penso che un sogno così è un testo teatrale inedito, scritto da Matteo Greco.
“Non si tratta di uno spettacolo di puro pensiero – afferma l’autore. Modugno è uomo di pancia, che ama fare, e andare incontro al mondo. Penso che un sogno così ci porta nel cuore del cantautore, tra gli amori che ha vissuto, e ci fa viaggiare attraverso i suoi desideri – il successo, la musica, la bellezza, le donne. Non sappiamo dove Modugno ci porterà, non possiamo saperlo prima di sperimentare i suoi timori e le sue speranze, ognuno nel proprio cuore e tutti sotto la pelle luminosa di un uomo del Sud che sognava di essere cantante”.











