HomeBlogIl Dottor DroidTecnologia, a Natale puoi davvero fare quello che non puoi fare mai?

Tecnologia, a Natale puoi davvero fare quello che non puoi fare mai?

Le strenne natalizie sono già iniziate, e se mai sia stato necessario sollevare il problema, in Italia i prezzi degli smartphone sono i più alti al mondo. Ad esempio, l’iPhone 6s da 16GB in Francia costa 749€, in Germania 739€, mentre in Italia 779€. I rincari hanno coinvolto e coinvolgono sempre in particolar modo i modelli top gamma della Apple, ma anche i Samsung, LG e Oppo.

La differenza più marcata la si ha con l’iPhone 6S e il Nexus 6P, con un sovrapprezzo rispetto al mercato statunitense di ben 273,24 e 285,58 dollari (circa 258 e 269 euro) e partendo dalla considerazione che nella classifica dei Paesi europei con il salario più alto, l’Italia occupa solamente il nono posto, mentre la Francia è settima e la Germania è quarta, a parità di prezzo un italiano avrebbe maggiori difficoltà ad acquistare uno smartphone, figuriamoci se il costo è addirittura più alto.

L’acquisto di solito è incentivato grazie a promozioni degli operatori telefonici che consentono l’acquisto grazie anche a promo mirate alla soddisfazione ed alla fidelizzazione del cliente.

Fin qui niente di anomalo, tuttavia la domanda nasce spontanea: “Perché gli smartphone (non brandizzati) hanno prezzi più alti in Italia rispetto alla media europea?

I fattori che impattano sul problema per rispondere alla domanda sono almeno 5:

  1. La motivazione principale è la svalutazione dell’Euro nei confronti del Dollaro. Infatti, mentre lo scorso anno l’Euro valeva circa 1,30$, ad oggi il valore è sceso a 1.06$. La perdita è stata di oltre il 22% e ciò ha influito negativamente sul prezzo dei device provenienti dal mercato statunitense.
  1. Nel nostro Paese esiste una tassa sugli Storage, chiamata “Equo compenso”. Questa tassa prevede un costo aggiuntivo per ogni Gigabyte di memoria di cui è dotato lo smartphone, e varia dai 4€ per un dispositivo con 16GB di memoria ai 10€ per uno da 128GB e serve a risarcire la SIAE per i mancati introiti provenienti dalle copie di opere audiovisive (es. musica, film) fatte per proprio conto dai regolari acquirenti e di equo ha ben poco per due motivi ben precisi:
  • E’ determinata a priori
  • E’ applicata a qualsiasi tipo di supporto idoneo all’archiviazione di audio e video (hard disk, TV, computer, smartphone, tablet e altri dispositivi con memorie), colpisce indistintamente tutti, anche coloro che non hanno mai fatto in vita loro una copia privata o acquistato cd musicali e video.
  • Non sostituisce la normale tassa sul diritto d’autore calcolata in misura percentuale sul prezzo di ogni supporto audio e video.
  1. I costi su gomma. E’ necessario considerare che il prezzo del device dipende anche dalle spese di trasporto. Queste in Italia sono maggiori che in altri Paesi, a causa del prezzo del carburante che è tra i più alti in Europa a causa delle elevate accise che gravano giornalmente su tutti gli italiani.
  1. Imposta per il Valore aggiunto comunemente conosciuta come IVA. In Italia l’IVA ammonta al 22% e il suo valore è più alto rispetto a quello degli altri Paesi Europei (l’IVA in Germania è al 19%, in Francia al 20%, in Spagna al 21% e nel Lussemburgo è al 15%).
  1. La percentuale di ricarico. Sul costo influisce anche la percentuale di guadagno applicata da un negoziante o da un grossista. Le percentuali variano, solitamente, dal 15% al 20%, ma alcune volte vengono aumentate in modo che il commerciante (furbo) possa avere un ricavo maggiore.

Per riassumere quindi i prezzi sono inficiati per un quinto dalla svalutazione della moneta, tre quinti direttamente o indirettamente dalle tasse applicate dal Governo Italiano e per l’ultimo quinto dal ricarico eccessivo da parte del negoziante/grossista.

Forse quest’anno la strenna natalizia è meglio farla su internet.

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