Primo “lutto” in casa Tesla. Così possiamo definire il primo incidente mortale nel quale era è rimasto coinvolto un veicolo di sua produzione dotata di autopilota. L’incidente risale ad un paio di mesi fa pochi giorni prima dell’inaugurazione della tredicesima stazione Supercharger della Tesla in Italia, quella di Magliano Sabina (Rieti), sulla s.s. 3, a due passi dall’Autostrada del Sole.
Il 7 maggio su un’autostrada nel nord della Florida, secondo quanto riportato dalle autorità, l’auto stava procedendo lungo una superstrada a doppia carreggiata con l’autopilot inserito, quando sulla carreggiata opposta un camion con rimorchio ha svoltato a sinistra, attraversando la carreggiata sulla quale procedeva la Tesla e mostrandosi perpendicolarmente all’auto. Il sistema di guida e il conducente non hanno attivato i freni e l’auto si è schiantata frontalmente finendo sotto il rimorchio del camion; la parte superiore dell’abitacolo è stata tranciata e il conducente dell’auto purtroppo è deceduto sul colpo.
Per Tesla si tratta del primo incidente mortale noto dopo oltre 209 milioni di chilometri percorsi dagli utenti con l’autopilot attivo. La media statunitense su tutti i veicoli, spiega ancora Tesla, è di un incidente mortale ogni 151 milioni di chilometri e di un incidente ogni 96 milioni di chilometri in tutto il mondo, che rimane in attesa dell’indagine preliminare pe l’Agenzia degli Stati Uniti per la sicurezza del traffico (NHTSA), per determinare se il pilota automatico ha agito secondo le attese.
D’altronde, è pur vero se che un autoarticolato attraversa la carreggiata all’improvviso, senza spazi di sicurezza, autopilot o no c’è ben poco da fare se non affidarsi alla propria buona stella.
L’azienda di Palo Alto ha puntualizzato che l’abitacolo rigido in alluminio rinforzato da barre in acciaio al boro in grado di assorbire l’energia degli impatti e gli otto airbag che si aprono per proteggere i passeggeri seduti davanti e dietro non hanno potuto far nulla per salvare il conducente che secondo indiscrezioni era distratto da un film di Harry Potter che stava guardando su uno schermo ausiliario.
L’azienda ricorda che l’autopilot è una funzione sperimentale e che al guidatore è richiesto sempre di tenere le mani sul volante e che è fondamentale essere pronti a intervenire in caso di emergenza. L’autopilot è un servizio di assistenza alla guida, che invita il conducente a tenere sempre le mani sul voltante e non è pensato per sostituire totalmente il conducente, un allarme acustico, infatti, si attiva se questo allontana le mani dal volante e l’auto rallenta gradualmente.
Questa è l’ennesima brutta notizia, per Tesla a pochi giorni dal debutto di Tesla Model X, il primo SUV elettrico sul mercato europeo.
Un’auto di lusso talmente innovativa da offrire addirittura una speciale funzione per la “difesa da armi biologiche” ma anche contro la ben più concreta minaccia derivata dalla contaminazione atmosferica, prodotta anche dalle normali auto a carburanti fossili.
C’è poco altro da dire, malgrado gli “imprevisti” Tesla rimane l’unica azienda automobilistica ad innovare realmente il settore con scelte difficili e soluzioni originali ed efficienti e benché sia arrivata da poco la notizia del posticipo dell’inizio della produzione di Tesla Model 3, la prima elettrica Tesla dal prezzo abbordabile che fa sognare migliaia di persone, al primo luglio 2017, ritardando di fatto la roadmap dell’azienda leader del mercato delle auto elettriche che prevede un volume compreso tra 100mila e 200mila vetture entro la fine dell’anno prossimo. Questo significa che le oltre 400mila persone che ne hanno già preordinata una dovranno attendere a lungo.
Infine Il CEO Elon Musk ha dichiarato che Tesla ha pianificato di raggiungere un volume di produzione di 500mila vetture all’anno entro il 2018 e prevede anche l’apertura di stabilimenti in Europa e Cina per semplificare e velocizzare le spedizioni a livello globale, ma che la loro apertura avverrà solamente quando la produzione sarà massimizzata nello stabilimento di Fremont.
Noi che da sempre crediamo nell’innovazione tecnologica continuiamo a credere in Tesla.











