HomeCulturaTradizioni popolari e universo digitale: cosa si perde e cosa rimane

Tradizioni popolari e universo digitale: cosa si perde e cosa rimane

Immaginare un punto di incontro tra le tradizioni popolari e la dimensione digitale riesce oggi ancora difficile a molti. La tendenza a pensare che queste due sfere siano inconciliabili è un’opinione comune. Ma le cose stanno davvero così?

L’incontro fisico è più debole e frammentario

È vero che l’avanzata della tecnologia ha reso se non altro più rari alcuni riti che prima erano quasi quotidiani. Ci riferiamo al ritrovarsi in piazza per ingannare il tempo, al trattenersi a tavola dopo cena per raccontarsi storie, al conoscere nuove persone frequentando luoghi fisici.

È innegabile che venendo meno l’incontro fisico, soprattutto nei borghi, si sia indebolito il legame tra persone appartenenti alla stessa comunità. L’abitudine di ritrovarsi in piazza o sui muretti portava con sé anche lo scambio di informazioni tra generazioni, oltre a creare una connessione virtuosa di soccorso reciproco.

La riscoperta dei riti tradizionali attraverso il digitale

Eppure, accanto a questa “perdita”, va constatato che alcune tradizioni si sono rinvigorite o addirittura tornate in auge, dopo una fase di oblio. Pensiamo al successo che oggi ottengono quei tutorial, supportati anche da profili di influencer, che recuperano proprio le tradizioni del passato.

In rete troviamo esperti di cucina locale che insegnano a realizzare i piatti della tradizione, ma anche video e guide su come lavorare a maglia. Senza considerare che il web ha rappresentato una straordinaria vetrina pubblicitaria per tutti quegli artigiani e bottegai che, grazie ad essa, sono riusciti a comunicare il valore dei loro prodotti in tutto il mondo.

Possiamo parlare di un vero e proprio ritorno alle radici 2.0, che ci avvicina a quei riti che immaginavamo destinati all’estinzione: dalla tessitura sarda alla realizzazione delle ceramiche artistiche. La narrazione degli antichi mestieri e l’estetica del fatto a mano oggi sono più che mai sulla cresta dell’onda. Vengono, sì, presentati in chiave moderna, ma in molti casi ricalcano fedelmente la gestualità e le procedure del passato.

È anche grazie ai portali digitali e alla diffusione delle nuove tecnologie che oggi molte attività legate alla tradizione continuano a essere praticate e tramandate anche online. Se guardiamo ai passatempi, ad esempio, troviamo piattaforme dedicate ai giochi da tavolo classici, agli scacchi, al burraco, ai quiz culturali e alle carte regionali italiane, capaci di riunire persone di età diverse attorno ad abitudini che fanno parte della cultura popolare.

In questa stessa logica rientra anche la possibilità di giocare a scala quaranta online da qualsiasi dispositivo, ritrovando la stessa verve che avevano i nostri nonni una volta seduti al tavolo verde. Possiamo conoscere e approfondire le leggende locali con dei podcast curati dagli archivi storici comunali italiani. Persino l’antica arte di raccogliere erbe oggi è supportata da app che ci aiutano a riconoscerne le caratteristiche.

In sintesi, il digitale più che contrapporsi si sovrappone ai riti tradizionali, il che si traduce molto spesso nella capacità di restituire loro un ruolo centrale nella nostra vita.

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Redazione
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