Come se dipendesse soltanto dal Governo e dalle scelte del Cipe e non anche da una seria programmazione regionale. In piena campagna elettorale arriva l’appello di Onofrio Introna a Matteo Renzi perchè la Puglia e le sue infrastrutture siano al centro dell’attenzione delle politiche romane.
“Liberiamo il futuro, pensiamo alla Puglia di domani: presidente Renzi, svincoli i 3,6 miliardi del fondo di sviluppo europeo che ci spettano: la nostra regione ne ha bisogno per modernizzare trasporti e infrastrutture”. È l’appello che il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna ha rivolto al Governo nazionale, un invito pressante a consentire alla Puglia di sciogliere le vere e proprie ‘strettoie’ viarie e ferroviarie che la frenano. “Nodi antichi, legati alla perifericità del territorio regionale, in fondo allo stivale e limiti nuovi, come quelli rappresentati da rotaie inadeguate, più lente di quelle del Centro Nord e da materiale rotabile d’altri tempi, relegato al Sud”.
Per Introna sarebbe strategico per il governo nazionale puntare alla modernizzazione dei trasporti su ferro, per offrire reti infrastrutturali efficaci al servizio di una moderna capitale del Mezzogiorno come Bari. “Ferrovie veloci, strade sicure e collegamenti aerei dovranno essere all’altezza degli appuntamenti che attendono la nostra regione da qui all’immediato futuro. C’è l’esigenza – fa notare il presidente del Consiglio regionale pugliese – di sistemare i collegamenti ferroviari e aerei per cogliere la possibilità che viene dal programma di Matera capitale della cultura europea 2019”.
La linea ferroviaria barese è l’unica che potrebbe servire in prospettiva e sono le strade che collegano la dorsale adriatica attraverso la provincia di Bari quelle che consentono l’accesso più agevole alla Città dei Sassi.
Sui binari ci sarebbero per la Puglia 3 miliardi e mezzo del Contratto istituzionale di sviluppo tra Regioni, Governo ed ente Ferrovie (spesi solo 553,9 milioni), che la rete ferroviaria attende con urgenza per rendere efficienti i collegamenti lungo l’Adriatico e da e verso il Tirreno. “Merci e prodotti dell’agroalimentare pugliese e lucano potrebbero trovare un’alternativa valida alle strade nel trasporto su rotaia dei mezzi su gomma”, osserva Introna. C’è poi l’evidente utilità dei collegamenti a beneficio del sistema turistico, da assecondare nelle dinamiche di innovazione, per renderlo sempre più adeguato alla domanda crescente di visitatori e vacanzieri italiani e soprattutto stranieri. “La Puglia è diventata e deve restare un brand turistico di prestigio internazionale. Anche questo si traduce in crescita e vuol dire prosperità”.
Di questo sarà occupato ad occuparsi il prossimo Consiglio regionale. Sempre che non sia troppo impegnato nel suo ormai consolidato immobilismo, vero Presidente?











