Il mondo del lavoro sta profondamente cambiando in questi ultimi anni e, con esso, anche il modo di interpretare e definire il libero professionista e le sue peculiari caratteristiche. Il libero professionista è di fatto una figura professionale che svolge il suo lavoro senza dipendere da un datore di lavoro. Di fatto è lui a gestire la sua attività secondo le modalità, le tempistiche e le strategie che ritiene opportune, esercitando la professione con la massima autonomia. Esistono due tipi di professionisti: ordinistici e non ordinistici. I primi sono iscritti in un albo professionale e i secondi non lo sono.
Ora che abbiamo conosciuto meglio queste figure, possiamo analizzare come possono sfruttare i buoni pasto. Sì perché, a differenza di quanto si possa pensare, i buoni pasto possono essere utilizzati non solo dalle aziende, ma anche dai liberi professionisti. Esaminiamo l’argomento per grandi linee nelle successive righe, ma rimandiamo ad un articolo di approfondimento autorevole per saperne di più e capire come funzionano i buoni pasto per un libero professionista e se sono effettivamente così convenienti.
I buoni pasto possono essere usati in bar, pizzerie e ristoranti convenzionati dove ordinare il proprio cibo preferito. All’occorrenza possono essere anche usati per fare la spesa al supermercato oppure per acquistare cibo online, così da prepararsi il cibo direttamente da casa e portarselo in una schiscetta quando si va al lavoro. Del resto chi è libero professionista potrebbe trovarsi ogni giorno in un posto diverso, non necessariamente nel suo studio, quindi sarebbe una buona soluzione prepararsi il cibo da casa e poi mangiarlo all’ora di pranzo.
Ma il libero professionista può usare i buoni pasto solo per se stesso? Certo che no, ma se vuole può tranquillamente erogarli anche ai suoi dipendenti. Tra l’altro i buoni pasto non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente, quindi è possibile dedurre integralmente il costo per il loro acquisto. Chi invece non ha dipendenti può comunque dedurre il costo per l’acquisto dei buoni pasto fino al 75%, per un importo massimo nel limite del 2% del fatturato.
Insomma i buoni pasto sono soluzioni molto vantaggiose per i liberi professionisti da tanti punti di vista. Esistono quelli cartacei e quelli elettronici e proprio questi ultimi sono tra i più apprezzati, in quanto per utilizzarli basta un semplice dispositivo mobile, senza il rischio di perderli.
Usando i ticket digitali non è più necessario raccogliere fatture e scontrini da conservare per la contabilità e la prima nota, ma basta una sola fattura mensile relativa all’acquisto dei buoni pasto. Di conseguenza il libero professionista può contare su un notevole risparmio di tempo e di costi, riducendo il numero di documenti da registrare e le spese di amministrazione.











