HomeCronacaU Marnarid, dolce testimone di 150 anni di storia barese

U Marnarid, dolce testimone di 150 anni di storia barese

Quel lontano 16 aprile 1865 Bari stava per diventare grande. Da poco meno di 2 mesi una linea ferroviaria collegava il capoluogo pugliese con Trani e Foggia. Di lì a breve, anche Taranto e Brindisi sarebbero state meno distanti. Bari era stata da poco annessa al Regno d’Italia.

Il ricordo dell’uccisione del brigante Pasquale Romano – già sergente nell’esercito borbonico – avvenuta a Gioia del Colle solo 2 anni prima, era ancora fresco nella memoria dei nostalgici dell’era borbonica.

Le mura cingevano in un soffocante abbraccio la città vecchia. Lo scarto dalla moderna Bari murattiana si faceva sempre più evidente, dopo 50 anni di crescita inarrestabile dei nuovi quartieri oltre le fortificazioni medievali. Il Castello Svevo, destinato a carcere, stava conoscendo il momento più buio della sua storia.

Al di là dell’oceano, a Washington, appena un giorno prima era stato assassinato Abraham Lincon. Forse fra i vicoli di Bari vecchia – ebbri di vitalità, per citare il tratteggio di Italo Calvino del secolo successivo – nessuno sapeva che il 16° presidente degli Stati Uniti d’America aveva posto fine alla schiavitù de jure ancora vigente.

Il 16 aprile 1865 nasceva a Bari una piccola fabbrica di dolciumi, per mano della famiglia di Donato Bitetto. Per battezzare la neonata attività, i titolari presero spunto dal nome della zona in cui risiedevano, conosciuta come suse alla marinarie: questa l’origine de U marnarid, il marinaretto.

Nel 1933 un bambino di nome Domenico mise piede nella bottega per iniziare a lavorare. Domenico aveva appena 7 anni, un’età in cui solitamente i dolci sono un’agognata ricompensa per i buoni voti a scuola o la sorpresa delle feste. Per Domenico Sifanno, invece, i dolci divennero ben presto una missione, una ragione di vita. Fu proprio quel bambino a rilevare la fabbrica 40 anni dopo, nel 1973, e trasformarla nel negozio di cioccolatini e liquori che ancora oggi a Bari conoscono tutti.

Un’attività che da quattro generazioni addolcisce la vita dei baresi. Quanti garzoni dei bar avranno fatto provviste di cioccolatini nella piccola bottega in piazza dell’Odegitria, all’ombra della Cattedrale di San Sabino, a pochi passi dal Castello Svevo? Quante calze della befana saranno state imbottite da caramelle acquistate dal negozio di Bari Vecchia?

Abbastanza da ricevere una targa al merito dal Comune di Bari, in onore dei 150 anni d’attività. Quattro generazioni. “È un piacere e soprattutto un dovere rendere onore al merito della famiglia Sifanno – spiega l’assessora Palone – che ha avuto la straordinaria capacità di portare avanti negli anni la tradizionale vocazione al commercio della città di Bari. Con coraggio per oltre 100 anni, tramandando conoscenza, attività e spirito di sacrificio tipico degli imprenditori, per quattro generazioni hanno saputo diventare un simbolo e punto di riferimento familiare di Bari vecchia per i baresi e per tutti i turisti che nel tempo hanno attraversato la nostra città”.

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Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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