All’interno della rassegna Chiamata alle Arti! che dal 25 luglio scorso al 27 settembre 2016 propone a Calimera – importante centro della Grecìa salentina – una trentina di eventi di musica, arte, recitazione, lettura, approfondimenti su temi culturali, sociali e storici, s’inserisce Verremo tutti dimenticati, mostra di Francesco Cuna, che in un edificio privato del primo Novecento presenta le sue ultime opere su carta.
La personale è stata strutturata su un ciclo di disegni dedicati dall’artista galatinese all’analisi delle dinamiche nuove e molto spesso distorte dell’informazione contemporanea, concentrandosi nel particolare sugli sviluppi delle modalità di acquisizione delle notizie, una pratica del quotidiano che riduce tutto a una “stratificazione incompleta” e molto spesso inesatta di dati e indicazioni, che a loro volta forniscono l’idea errata e incomprensibile di quello che succede nel mondo: “non esiste uno spazio di memoria utile, un’acquisizione di senso corretta, e verremo tutti dimenticati perché la storia di ciò che ci circonda non è differente da noi, è la nostra stessa biografia, narrata e storpiata sul nascere da un modo assurdo di informare ed informarsi […] come una notizia che scorre sulle homepage di un social qualunque, soppiantata dalla prossima, vera o presunta, novità”.
I lavori di Cuna, illustrati da un testo critico di Giuseppe Arnesano, costituiscono una riflessione che verrà dipanata in uno spazio inconsueto, nelle stanze della residenza storica di Donna Ninì, dove i disegni saranno fissati su pareti scrostate, un invito a esercitare una memoria più attenta e consapevole frutto di un lavoro di ricerca alla fonte dell’informazione. Le opere grafiche saranno in esposizione a Calimera dal 12 al 17 agosto 2016, in una mostra realizzata in collaborazione con l’associazione Mana Grika che offrirà, durante i giorni d’inaugurazione e di chiusura, un ingresso “alternativo”, una persona per volta e con una torcia elettrica; autogestendo la luce i visitatori potranno scegliere cosa vedere o meno, con un’azione a responsabilità propria che serve a sottolineare l’importanza di potersi confrontare in maniera diretta e personale con le notizie per ricercarne la loro stessa veridicità.











