Il referendum costituzionale ha emesso il suo verdetto: il No vince con circa il 60 per cento dei voti e il presidente del Consiglio Matteo Renzi si dimette. Ora la palla passa al capo dello Stato, Sergio Mattarella, che dovrà affidare l’incarico per un governo che traghetti il Paese verso le elezioni e che porti a casa la nuova legge elettorale. Alta l’affluenza alle urne, pari al 68,48 per cento. Secondo i dati ufficiali forniti nella notte dal Viminale, il No ha vinto con il 59,11 per cento, il Sì ha ottenuto invece il 40,89 per cento. “Non sono riuscito a portare il Sì alla vittoria. L’esperienza di questo governo finisce qui, ce ne andiamo senza rimorsi. Domani pomeriggio (il 5 dicembre, ndr) riunirò i ministri, poi salirò dal presidente della Repubblica e rimetterò il mandato” ha detto Renzi durante la conferenza stampa tenuta poco più di un’ora dopo la chiusura dei seggi nel corso della scorsa notte.
“Abbiamo dato agli italiani una chance di cambiamento – ha aggiunto – ma non ce l’abbiamo fatta. Abbiamo ottenuto milioni di voti ma non sono sufficienti: volevamo vincere, non partecipare. Mi assumo ogni responsabilità della sconfitta”. E ancora: “Volevo ridurre il numero delle poltrone: la poltrona che salta è la mia”. Il premier dimissionario si è compiaciuto dell’elevato numero di votanti e ha parlato di “festa della democrazia”: “È stata una festa in un contesto in cui tanti cittadini si sono avvicinati alla Carta costituzionale. Sono fiero e orgoglioso della possibilità che il Parlamento ha dato ai cittadini”.
Infine, un riferimento a chi ha sostenuto il No – “Tocca a chi ha vinto avanzare proposte serie” – e un ringraziamento commosso ai suoi famigliari: “Grazie ad Agnese, per aver sopportato la fatica di questi mille giorni e per come ha splendidamente rappresentato il nostro Paese, grazie ai miei figli. Sono stati mille giorni bellissimi che sono volati, ora per me è tempo di mettersi in cammino”. Intanto si registra per stamani il forfait del ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, all’Eurogruppo, dove era atteso per presentare la manovra italiana. Domani invece si riunirà la Direzione nazionale del Pd.
Immediate le reazioni dei leader che hanno invitato a votare No al referendum. “Evviva! Ha vinto la democrazia” ha scritto sul suo blog Beppe Grillo secondo cui “questo voto ha due conseguenze: Addio Renzi, e gli italiani devono essere chiamati al voto al più presto”. “Ha perso l’arroganza al potere” ha affermato il vicepresidente della Camera Luigi di Maio che ha annunciato: “Da domani siamo al lavoro per creare il programma del futuro governo del M5S”. Per il segretario della Lega nord, Matteo Salvini, quella di ieri è stata “una giornata di liberazione nazionale. Renzi lascia un Paese diviso” mentre per il capogruppo dei deputati di Forza Italia, Renato Brunetta, “il Pd ha la maggioranza e ha il dovere di fare un altro governo visto che in Parlamento ha la maggioranza ma senza Renzi”. Nessun commento da parte di Silvio Berlusconi ma secondo quanto riportano fonti parlamentari avrebbe dichiarato: “Renzi per una volta ha mantenuto la parola, aveva detto che si sarebbe dimesso e lo ha fatto”.











