Da Bruxelles arrivano parole di fuoco contro Michele Emiliano. E non soltanto dai suoi avversari politici di centrodestra o del M5S, ma anche da esponenti del suo stesso partito di riferimento.
Segno preoccupante di una guerra tutta interna al Pd che rischia di giocarsi sulla pelle dei pugliesi.
Le parole degli europarlamentari, ribadiscono i tre, non hanno “natura partitica (Partito democratico o Direzione Italia), ma è una presa di posizione dei tre europarlamentari pugliesi contro le esternazioni di questa mattina del presidente Michele Emiliano”.
Ma se le parole hanno un peso, quello che nelle dichiarazioni dei tre si legge sono accuse pesantissime, anche politiche. Ecco cosa dicono Paolo De Castro, Elena Gentile e Raffaele Fitto.
“Sulla Xylella l’Emiliano di lotta e di governo è sempre più confuso e oggi ha superato se stesso scaricando su altri responsabilità che sono solo sue! Il tutto con un preciso scopo racimolare qualche voto in più per scalare la segreteria del suo Partito Democratico”.
A parlare sono, infatti, Paolo De Castro, Elena Gentile e Raffaele Fitto, che rilanciano senza mezzi termini le accuse al Governatore della Puglia.
“Questa mattina per fronteggiare le organizzazioni sindacali agricole che lo accusavano di inerzia sulla lotta al batterio ha scaricato sull’Unione Europea la responsabilità di una lentezza che, invece, è addebitabile solo ed esclusivamente alla Regione Puglia”.
“Che colpa ha – sottolineano – la Commissione Europea se la sua Giunta ha approvato un Disegno di Legge in contrasto con le norme comunitarie che da oltre otto mesi giace in Consiglio senza essere approvato? Forse avrebbe fatto meglio la Regione a confrontarsi preventivamente. Quali colpe ha la Commissione Europea se la Regione ha attivato in ritardo il monitoraggio delle aree (agosto 2016 mentre il commissariamento è terminato a febbraio 2016)? E perché la Regione non ha adempiuto all’abbattimento delle piante infette e il batterio è avanzato senza nessuna misura di contrasto?”
Ma non basta.
“Perché la Regione Puglia – dicono – nel suo PSR ha stanziato solo 20 milioni di euro per l’emergenza fitosanitaria e non ha previsto misure per i territori colpiti? E perché i progetti di Ricerca sono partiti con oltre un anno di ritardo?”
Poi sull’attività europea i tre spiegano.
“Gli europarlamentari pugliesi non solo si sono attivati per evitare che la Commissione Europea attivasse le procedure di infrazione, ma con diverse interrogazioni hanno fatto in modo che fosse tolto l’embargo sulle barbatelle che stava facendo fallire centinaia di aziende vivaistiche, mentre la Regione Puglia nel dicembre 2015 si era impegnata a prevedere misure per il rilancio del settore, compresi incentivi per l’acquisto dei macchinari della termoterapia che non sono mai state approvate”.
Ed ancora.
“Così come è da un anno che trasversalmente stiamo tentando di convincere la Commissione a permettere le pratiche del rimpianto degli ulivi che mostrano tolleranza al batterio che ad oggi rappresenta l’unico espediente attuale e utile per ridare speranza agli olivicoltori pugliesi. Oggi abbiamo anche sentito Emiliano prendersi il merito di questo: come dire le colpe agli altri i meriti sono miei. Semplicemente ridicolo!”











