Che Yahoo! fosse in gravissima crisi è cosa risaputa da tempo ormai. Quello che una volta era un colosso della Silicon Valley chiude la propria filiale italiana, comunicando alle organizzazioni sindacali il licenziamento di tutto il personale per cessazione dell’attività e messa in liquidazione della società. E’ quanto scrive Nicola Cappelletti della Filcams Cgil.
E pensare che nemmeno 10 anni fa (era il 2009) la Microsoft ha lanciato un’OPA (offerta pubblica di acquisto) da ben 44,6 miliardi di dollari su Yahoo! (poi rilanciata a 45 miliardi di dollari), per due volte rifiutata dai dirigenti di Yahoo! perchè ritenuta troppo poco vantaggiosa e conforme al reale valore della società.
Da allora, però, le cose non sono andate affatto bene, e nel giro di un triennio, dal 2012 al 2015 l’azienda ha dichiarato un crollo degli utili di oltre il 90%, ridotti a 21 milioni di dollari rispetto ai 310 milioni del 2014, con licenziamenti nell’ordine del 20% complessivo della forza lavoro (circa 3000 dipendenti).
Adesso per il 2016 sono previsti tagli per il 15% ulteriore della forza lavoro e per complessivi 400 milioni di euro. E la scure ha scelto anche l’Italia.
Il sindacalista, come riporta l’agenzia Ansa, ha spiegato come nel nostro paese siano una quarantina i dipendenti della società. “Abbiamo chiesto un incontro urgente all’azienda per il 10 febbraio. Dopo l’incontro sapremo di più”, ha raccontato. La chiusura della sede di Milano di Yahoo è stata annunciata dalla società in occasione della presentazione dei conti dell’ultimo trimestre.











