Caccia, la Regione Puglia vara la riforma dell’attività venatoria

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Il Consiglio regionale ha approvato nella sua seduta odierna a maggioranza e con la sola astensione del M5S il disegno di legge sulla caccia e sulla sua disciplina regionale.

La vigilanza sull’applicazione della legge viene affidata in particolare agli agenti dipendenti della Regione, cui viene riconosciuta la qualifica di agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, nonché alle guardie volontarie, la cui attività è subordinata alla frequenza di corsi di qualificazione nonché al conseguimento di un attestato di idoneità.
La legge fissa anche la tipologia delle sanzioni penali e amministrative (con i relativi procedimenti) previste a carico degli inadempienti.

Fissate anche le tasse di concessione regionale e i relativi criteri di riparto. Quota parte dei proventi dovrà confluire in un apposito fondo che sarà istituito per fare fronte ai danni non altrimenti risarcibili arrecati alla produzione agricola, nonchè al patrimonio zootecnico dalla fauna selvatica stanziale e dall’attività venatoria.

Prevista anche, a richiesta del concessionario, la possibilità da parte della Regione di trasformare le aziende faunistico-venatorie in aziende agrituristico-venatorie, sentito il parere del Comitato tecnico regionale.

Il testo normativo appena approvato prevede le modalità di rilascio della licenza di porto di fucile per uso caccia e del tesserino venatorio regionale che presuppongono comunque il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio venatorio a seguito di esami pubblici.

I titolari delle licenze di caccia sono iscritti in un apposito registro mentre il calendario venatorio stabilisce i periodi di caccia i cui termini devono essere comunque contenuti tra il 1° settembre e il 31 gennaio dell’anno. La Regione, sulla base di preventiva predisposizione dei piani faunistico-venatori e, ferme restando le disposizioni relative agli ungulati, può posticipare, non oltre la prima decade di febbraio, i termini in relazione a specie determinate con l’obbligo di acquisire il preventivo parere espresso dall’ISPRA, al quale deve uniformarsi. Sulla base di piani di abbattimento selettivi approvati dalla Regione, la caccia di selezione agli ungulati può essere autorizzata secondo i termini e le modalità riportate nel relativo regolamento regionale.

Il prelievo venatorio del cinghiale, effettuato con la modalità della caccia in forma collettiva, è disciplinato da apposito regolamento regionale, i cui termini sono vincolanti per i successivi provvedimenti degli ATC.

Disciplinati anche il controllo della fauna e i divieti temporanei di caccia: in particolare la Regione provvede al controllo delle specie di fauna selvatica anche nelle zone vietate alla caccia. Tale controllo, esercitato selettivamente, viene praticato di norma mediante l’utilizzo di metodi ecologici su parere dell’ISPRA.

La Regione, per comprovate ragioni di protezione dei fondi coltivati e degli allevamenti, può autorizzare piani di abbattimento, attuati dalle guardie venatorie con la collaborazione dei proprietari o conduttori dei fondi sui quali si attuano i piani medesimi, delle forme inselvatichite di specie domestiche.

In particolare è stato introdotto il divieto, con relativa sanzione, di posta e appostamenti sotto qualsiasi forma alla beccaccia e al beccaccino, specie particolarmente vulnerabili.

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