Ilva, Emiliano chiede (ed ottiene) il rinvio della votazione degli ordini del giorno

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Il Consiglio regionale della Puglia ha accolto, nella sua seduta di questo pomeriggio, la richiesta del presidente della Giunta regionale Michele Emiliano di rinviare la votazione degli ordini del giorno sull’Ilva.

Un ordine del giorno che sarebbe stato dall’esito incerto e che avrebbe messo in serio imbarazzo Emiliano, attualmente impegnato nel difficile rapporto con il Mise ed il ministro Carlo Calenda proprio sulla questione relativa al tavolo sull’Ilva e sul piano ambientale (con annesso ricorso al Tar).

A favore hanno votato 26 consiglieri regionali e contro 19, compreso il consigliere di maggioranza, Mino Borraccino, espressione di Sinistra Italiana, che aveva presentato uno degli ordini del giorno, al pari di quello presentato da Forza Italia era diretto a chiedere il ritiro del ricorso al Tar, mentre quello del Movimento 5 Stelle ad ottenere la chiusura dello stabilimento durante i wind days.

Un rinvio della discussione degli ordini del giorno, “non con l’intenzione di soffocarla – ha sottolineato Emiliano nel suo intervento in Aula – bensì per consentire all’Assemblea di esprimersi sulla bozza dell’accordo di programma a cui Regione e Governo nazionale stanno lavorando, prima di procedere alla sottoscrizione”.

“In questo momento, un voto su provvedimenti che rappresentavano una realtà completamente diversa dall’attuale, sarebbe un ostacolo alla soluzione di una vicenda che è a un passo dall’essere positivamente realizzata”.

“La Regione stessa – ha spiegato Emiliano – ha revocato la richiesta di sospensiva al Tar come gesto di apertura verso la disponibilità del Governo a trovare una soluzione negoziata. È evidente che in questo percorso io mi sento di rappresentare non una maggioranza, ma mi sento di rappresentare tutta la Puglia. È tutta la Puglia che mi chiede di tutelare le ragioni della salute dei cittadini e di fare in modo che la prosecuzione della vita della fabbrica sia compatibile con queste istanze”.

Il rischio, infatti, è che uno degli ordini del giorno avrebbe messo nelle condizioni la Giunta di fare un passo indietro (o in avanti, dipende dai punti di vista) in una fase molto delicata, sia dal punto di vista economico per la cessione dell’Ilva, sia soprattutto da quello ambientale (con il nodo del piano su cui si basa il ricorso di Regione e Comune di Taranto che tante polemiche ha suscitato).

“In una fase come questa – ha sottolineato Emiliano – interrompere la trattativa con il Governo quando, finalmente, stiamo ottenendo i primi evidenti risultati, non solo sugli specifici punti oggetto dell’accordo di programma ma proprio sul fatto che finalmente l’acquirente, il Governo riconosce la Regione Puglia e il Comune di Taranto come soggetti che hanno interlocuzione su questa vicenda. Questo è l’elemento politico di maggiore rilevanza”.

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Redazione
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