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Malati con respiratore. Che fine hanno fatto i sussidi previsti dalla legge? Giovedì un presidio a Bari

Più grave di così puoi solo morire quindi essi paziente, prima o poi ti faremo avere l’assegno che ti aspetta per diritto. Hanno aspettato 8 mesi, ora stremati e incazzati indicono un presidio di protesta sotto la sede della Presidenza della Regione Puglia per giovedì 15 marzo dalle ore 10,30. Federcontribuenti: ”arriveranno a chiedere ai malati di risparmiare sull’ossigeno respirando un poco di meno?”.

Sembra quasi di dare fastidio quando chiedi un diritto; il diritto di vivere visto che sono attaccati ad un respiratore h24 e hanno bisogno ogni giorno di cure e di assistenza.

L’ennesima segnalazione arriva dal Comitato 16 novembre: ”Abbiamo avuto una pazienza da certosini ma niente, 8 lunghissimi mesi per avere un assegno di sostegno per quelle famiglie pugliesi che si fanno carico di assistere in casa un malato da rianimazione e la Regione ci chiede ancora di attendere”.

Avrebbero dovuto incontrarsi domani, martedì 13 marzo per concludere l’iter, invece ricevono una comunicazione da parte dell’Assessore al Welfare Ruggeri che l’incontro dovrà spostarsi di almeno 13 giorni perchè, come riporta il Comitato 16 Novembre – ”ancora non sanno cosa dirci con precisione tuttavia promettono, come sempre, che stanno facendo, che troveranno altre risorse. Siamo stanchi di parole e di comunicazioni scritte che vengono poi puntualmente ribaltate nei fatti. La pazienza è finita”.

Cosa dice la legge.

Il 9 Febbraio è stato pubblicato, sulla G.U., il Decreto Ministeriale FNA 2017. Il governo accettando le proposte del Comitato ha elevato fino al 50% la somma che ogni Regione dovrà destinare per gli interventi a favore delle persone con gravissima disabilità.

”Un non auto sufficiente è un malato che non guarirà mai e queste somme servono a mantenerlo in vita a casa sua e non in una struttura del SSN con notevole risparmio. Un familiare che accudisce un disabile gravissimo è una persona che ogni giorno per tutto il giorno deve assistere il malato nelle cure e nei bisogni quotidiani e che quindi, a sua volta, non può lavorare e come dovrebbero vivere queste persone? Per 8 mesi come avranno fatto a pagare le spese, a mangiare a mantenere la dignità del malato e la propria?”

Ma Federcontribuenti rilancia le accuse e chiede alla Regione: Il governo centrale eroga i fondi poiché più volte ce lo hanno dimostrato carte alla mano, cosa succede poi? Che uso o destinazione ne fanno le Regioni? Se il governo eroga la Regione non può dire di non avere fondi perchè allora uno dei due mente! Non è la prima volta che questi malati con le loro famiglie scendono in strada con coraggio e senza paura dimostrandoci una volontà forza e dignità incrollabili. La vergogna è di chi li guarda da lontano o magari li spia nel caldo di un ufficio istituzionale senza intervenire!”

E givoedì prossimo è stato organizzato un presidio di protesta, previsto per le ore 10:30 a Bari presso la sede della presidenza della Regione Puglia in Lungomare N. Sauro – Bari. Chissà se almeno questa volta i malati vedranno ascoltata la propria voce, o se verrà chiesto loro di pazientare un altro po, mentre il respiratore continua a fare il proprio dovere e la politica no.

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Redazione
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