Rita Zingariello tra pop e canzone d’autore

0

A distanza di circa un mese torniamo a parlare con piacere di un’altra artista di casa nostra, ascoltata al Teatro Forma in occasione della presentazione del suo terzo lavoro discografico. Si tratta di Rita Zingariello, pugliese di Gravina dove è nata nel 1981.

E ci fa ancora più piacere sapere che ha costruito il suo mondo e la sua carriera di cantautrice senza ricorrere alla partecipazione a quei talent, croce e delizie dei programmi televisivi, dove trova spazio solo business e popolarità.

Rita invece è partita dalla sua famiglia, fatta di musicisti dilettanti e appassionati, tanto da fondare una associazione musicale, “L’arpeggione”. La ragazza studia pianoforte ma finisce per diplomarsi in canto al Conservatorio di Bari. Incide un EP (“E’ alba”), poi nel 2012 vince il contest “Musica è”; l’anno dopo è finalista a Castrocaro. Nel 2014 esce “Possibili percorsi” che scuote l’attenzione del pubblico. Ed è così che viene invitata ad aprire concerti di Gino Paoli, Danilo Rea, Mario Venuti, PFM.

Dopo avere portato in tour le canzoni di Mogol, quest’anno ha pubblicato “Il canto dell’ape”, un cd autoprodotto grazie a una raccolta fondi alla quale hanno partecipato circa in 200 tra amici e fans. La realizzazione del disco è avvenuta in un’atmosfera quasi familiare, come è stato mostrato in un video simpatico nel corso del concerto: “E’ musica pensata in casa – dichiara Rita –  Spesso scrivo in solitudine per riordinare i pensieri”. Anche il videoclip relativo alla title track, interamente girato sul balcone di una vecchia casa di ringhiera sul quale le vite e le esperienze dei vicini si intrecciano, ha un sapore familiare. E senza andare lontano la registrazione è stata eseguita negli Studi Stones Lab a Gravina.

Sono 12 tracce, per lo più ballate, dagli arrangiamenti eleganti e soffici, nelle quali si da la giusta importanza alle piccole cose, quelle dalle quali possono nascere le grandi cose; sono canzoni scritte con il cuore, l’anima e il cervello, biografiche e autobiografiche, in una accurata e istintiva indagine della vita.

E sono tanti i generi che si incontrano e si fondono, passando da un tenero bluegrass all’indie rock e, soprattutto, al pop d’autore. E’ un lavoro dignitoso e onestissimo, assolutamente al di sopra della media, ad affermare un discorso personale coerente con testi ispirati e poetici. Per fare accostamenti artistici si possono citare Paola Turci e Carmen Consoli a livello di composizioni, Arisa per la pulizia vocale.

Nel dettaglio: “Il canto dell’ape” è la metafora di una nuova primavera, “il canto che accompagna storie quotidiane di desideri incompiuti”; “Senza nota sul finale” giocata su voce e guitalele (piccola chitarra), in parte fischiettata, sarà premiata fra qualche giorno al Salone del Libro di Torino; “Il gioco della neve”, introdotta da una splendida citazione di “Santa Maria” dei Gotan Project per seguire il sentiero di una milonga; “Ribes nero” composta su testo del poeta Sergio Gallo; “Il bacio con la terra” una perla arrangiata dal maestro Valter Sivilotti, tutta arpeggiata dagli archi, il brano migliore senza dubbio.

Nel corso del concerto Rita ha proposto le cover meglio riuscite e nate da un gioco sul web, “Cover a richiesta”, organizzato da lei: “La casa in riva al mare” di Lucio Dalla, “Alghero” di Giuni Russo e “La canzone dei vecchi amanti” di Jacques Brel cantata in coppia col fratello maggiore Francesco (musicista anche lui) in una versione intensa e struggente che ha ammutolito la platea.

Sul palco del Forma sedici musicisti, compreso un quartetto d’archi, alcuni dei quali familiari di Rita come il giovanissimo Clemente al violoncello e la corista Maria Grazia. Da citare i chitarristi Domenico Lopez e Vincenzo Cristallo (autore degli arrangiamenti), e Francesco Galizia alla fisarmonica.

“Risalire su una nave stanca,

ti lasci trasportare

scivolando verso l’infinito

arrivi a scoprire che quella è casa”  (da “Risalire”)

Nessun commento

Commenta l'articolo