Tribunale di Bari, la USB P.I. Giustizia: “Il Ministero sapeva tutto dal 2011”

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La USB P.I. – Giustizia, con riferimento alla tendopoli ed allo sgombero in atto nel palazzo che ospita gli uffici della Procura e del Tribunale Penale di Bari di proprietà dell’INAIL e di cui è stata sospesa l’agibilità, chiarisce che non risponde al vero quanto dichiarato dai vertici del Ministero e cioè di aver appreso solo lunedì 21 maggio la situazione di criticità.

“La USB – scrive in una notaGiuseppa Todisco, responsabile USB PI Giustizia – nel 2011, aveva presentato al Ministero un libro bianco dove si documentavano le gravi carenze strutturali di quell’edificio. Successivamente nel 2012 aveva inviato al Ministro una lettera, accompagnata da una nota a firma delle RLS dove vi erano annotate pedissequamente le raccomandazioni e le sollecitazioni delle varie istituzioni intervenute sulla vicenda, con la quale denunciava la situazione allarmante e contestualmente chiedeva che si prendessero provvedimenti immediati”.

“Il Ministero – sottolinea – in tutti questi anni ha fatto orecchie da mercante ed oggi siamo in piena crisi emergenziale così come successo all’indomani del terremoto a L’Aquila, con una sostanziale differenza che quello fu un evento imprevedibile mentre quanto sta accadendo a Bari è una situazione critica annunciata sin da gennaio del 2011. Nella situazione kafkiana in cui ci troviamo, non si può sottacere che se si fosse intervenuto in tempo utile oggi non saremmo in uno stato di emergenza. Posto che le responsabilità sono facilmente individuabili, è ora che qualcuno si rimbocchi le maniche, intervenga tempestivamente, quantomeno, per mitigare i disagi ed i disservizi che inevitabilmente si ripercuoteranno sui lavoratori e sui cittadini”.

Nel frattempo sono state allestite nel cortile antistante il palazzo delle tensostrutture per fare fronte nell’immediato alle udienze, quantomeno da rinviare; sono state individuate al momento varie situazioni per fare fronte all’emergenza che verosimilmente durerà dei mesi.

“E’ chiaro che in questa situazione lavoratori e cittadini dovranno sobbarcarsi l’onere di spostarsi da una sede all’altra tra Bari, Bitonto e Modugno per assicurare il servizio giustizia. Questa vergognosa circostanza va affrontata dai responsabili del Ministero con sollecitudine ma anche con la consapevolezza di dover ridurre al minimo i disagi dei lavoratori”.

“La giustizia cade a pezzi ed i lavoratori non sono più disponibili a sopportare oltre il degrado in cui versa la giustizia e che trova a Bari la sua perfetta metafora. Tanti altri sono gli uffici che versano in precarie situazioni di sicurezza e sui quali occorre intervenire tempestivamente. La USB – Giustizia ha chiesto garanzie sulla collocazione dei lavoratori, certezze sui tempi e rispetto per la dignità di tutti coloro che in questi anni con grandi sacrifici ed abnegazione hanno continuato ad operare nonostante la grossa preoccupazione sulla staticità del palazzo”.

La USB ha quindi proclamato lo stato di agitazione del personale giudiziario e chiesto un incontro immediato ai vertici dell’amministrazione per affrontare in maniera seria le problematiche dei lavoratori interessati dallo sgombero, nonché di tutti coloro che subiranno gli effetti a cascata nella sede di P.zza De Nicola, al fine di risolvere e ridurre al minimo i disagi sia dei lavoratori che dei cittadini.

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