Privatizzare Aeroporti di Puglia? Fonderla con Gesac, la società che gestisce lo scalo di Capodichino a Napoli? Le ipotesi sul tavolo per il futuro di AdP sono tante, e sono state al centro dell’audizione, in Regione Puglia, dell’amministratore unico di Aeroporti di Puglia Giuseppe Acierno, convocato insieme al direttore generale Marco Franchini, dalla II commissione (presieduta da Cosimo Borracino). All’incontro è intervenuto anche il capo di gabinetto Claudio Stefanazzi, che ha ribadito come non vi sia alcuna fusione in atto tra Aeroporti di Puglia e Gesac, ma una valutazione dei possibili scenari in cui proiettare il nuovo piano industriale di Adp.
Sono state essenzialmente due le questioni poste dalla commissione: se esista realmente la necessità di procedere alla privatizzazione della società che gestisce la rete aeroportuale regionale e le motivazioni della scelta di interloquire con un partner finanziario (Gesac è controllata dal fondo F2i) piuttosto che con un partner industriale.
In premessa, Acierno ha fatto il punto della situazione: sulla scorta degli atti di indirizzo voluti nel 2012 dall’allora Presidente della Giunta Nichi Vendola, è stato individuato tramite bando pubblico un advisor incaricato di svolgere una serie di attività di valutazione preliminare che consistono nella valutazione economico-finanziaria della società, nella redazione di un piano industriale che contenga una strategia di sviluppo e una ricognizione della normativa di riferimento su privatizzazione e attività di fusione.
“In questo momento – ha precisato Acierno – l’advisor sta ultimando la sua attività, dopodiché sarà redatto il piano industriale da presentare alla Giunta e il quadro sulle procedure normative”.
Circa l’opportunità di intraprendere la strada della privatizzazione, ha dichiarato che sarebbe una scelta “utile”, dal momento che “una società che mira a stare sul mercato e a confrontarsi con una vasta platea di concorrenti rischia di essere frenata dalla sua natura pubblica, in quanto sottoposta ad una serie di norme che gravano pesantemente sulle strategie commerciali”. Inoltre, ha aggiunto, “sia la normativa europea che il Governo nazionale spingono in direzione della privatizzazione”. Tesi sostenuta anche dal capo di Gabinetto Stefanazzi, che è intervenuto per rispondere alle sollecitazioni dei consiglieri in merito all’ipotesi di creazione di un Polo del Mezzogiorno: confermando l’interlocuzione con Gesac, Stefanazzi ha però chiarito che si tratta solo di una fase esplorativa, “per capire se ha senso, nell’attuale quadro nazionale, parlare di una aggregazione con le altre realtà aeroportuali del Sud Italia, sempre nell’ottica di creare opportunità di sviluppo per la società”: nel caso in cui l’eventuale concambio non dovesse essere favorevole, non si procederebbe oltre.
“Sugli Aeroporti di Puglia abbiamo una sola certezza: la Regione e la società stanno andando decisamente oltre a quanto erano tenute in virtù della delibera di Giunta regionale 1711 del 2012 e del Documento Economico Finanziario approvato all’inizio dell’anno, con cui si conferiva il compito di valutare l’opportunità dell’ingresso di partner industriali per aumentare gli investimenti e puntare sulla crescita”. Così Andrea Caroppo, presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia.
“Qui, invece – aggiunge – dall’ingresso di capitali privati, che se ben organizzato può rappresentare un’occasione di sviluppo, si stanno facendo mille passi avanti e con molta fretta. Vogliono costruire un polo di aggregazione per competere con colossi europei (missione impossibile), snaturando un sistema che funziona e che la Puglia ha cominciato a rodare, con intuizioni più che positive, già dal lontano (1984). Abbiamo un buon assetto e se proprio ci fosse l’esigenza di modificarlo, bisognerebbe prendere come riferimenti realtà simili come Firenze e Pisa, e non società con flussi decisamente più elevati. Per questo, sebbene oggi il capo di gabinetto della Giunta abbia riferito di essere ancora a inizio percorso, è bene sospenderlo immediatamente. Prima, si completi quanto si è tenuti a fare, ovvero consentire l’accesso ai privati. Dopo, se Emiliano lo riterrà – conclude Caroppo – potrà spiegare con la massima chiarezza ai cittadini le ragioni di una possibile fusione e gli eventuali benefici, senza insistere nel voler fare tutto e sempre nelle sue stanze con pochi fedelissimi. Con i risultati che conosciamo…”.
Ha parlato anche Cosimo Borracino, che ha sollecitato questa audizione e che presiede la Commissione. “Anche oggi, abbiamo ribadito le nostre perplessità sulla vicenda. Ci chiediamo infatti perché questa improvvisa accelerata verso l’individuazione di percorsi di fusioni e privatizzazioni del vettore pubblico che finora ha gestito egregiamente i nostri aeroporti e che così bene ha operato in questi anni, come anche le opposizioni hanno oggi riconosciuto durante l’audizione. Come mai, si è deciso di valutare prevalentemente l’ipotesi di fusione con il gruppo GESAC, una società governata da un fondo finanziario e quindi sposare l’idea del Polo aeroportuale del Mezzogiorno con Napoli-Capodichino, rischiando così di essere equiparati agli altri partner nazionali, invece di esplorare la ricerca di partner industriali in grado di aprire i nostri aeroporti ad una maggiore crescita con i voli intercontinentali”.
Per Ignazio Zullo (CoR) è la trasparenza al primo posto. “Privatizzazione, fusione e chi più ne ha più ne metta se questo dovesse servire a far “decollare” più in alto e verso nuove rotte gli Aeroporti di Puglia. Ma purché tutto avvenga con massima trasparenza e condivisione, visto che stiamo parlando di una società il cui capitale è per oltre il 99% di proprietà della Regione e quindi dei pugliesi!”
Punta, infine, i fari sul piano industriale il consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco. “Ogni valutazione è adesso prematura. Aspettiamo di conoscere il piano industriale e poi discutiamone serenamente. Siamo ancora all’anno zero”.











